Salone del Mobile 2021, affari e tante file a Milano: viaggio nel Fuorisalone

«Milano is design». Anche chi non ha notato i cartelli a sfondo giallo appesi nella città, al secondo giorno di Fuorisalone (e al primo di Supersalone del Mobile) si è reso conto dell’ondata di interesse e valore che il mondo dell’arredo concentra nel capoluogo lombardo da tutto il mondo.

Lo dicono anche i numeri. Solo tra Milano, Monza Brianza e Lodi la filiera dell’arredo design comprende circa 7mila imprese attive e conta quasi 40mila addetti. Sì a limitazioni per evitare contagi e meno eventi conviviali, eppure ci sono code mai viste all’installazione di Carlo Ratti Associati (Eni) all’Orto Botanico di Brera, fuori e dentro l’Università Statale (che ha già accolto circa 30mila persone). Il Covid non ha azzerato la potenza del settore, anzi i numeri raccontano una realtà in ascesa: nei primi tre mesi del 2021 (secondo i dati di Camera di Commercio), l’export vale 356 milioni di euro, rispetto al 2020 si registra un + 13,5 percento (in crescita come gli ultimi cinque anni).


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L’affluenza di stranieri non è solo una percezione, dentro agli showroom della dorsale urbana del design per eccellenza, via Durini, è una costante. Nel distretto (oltre a Versace e Fendi Home, Bentley, Trussardi) si concentrano 28 associati che con i loro spazi espositivi esclusivi, trasformano la via in un andirivieni di architetti, progettisti e designer europei. «Una ripartenza molto positiva, che rispecchia le alte aspettative del Durini Design District», spiega il presidente Massimo Salamone. «Siamo un punto di riferimento internazionale, chi va al Salone viene qui, c’è sinergia tra le aziende (anche se competitor). Durini sta diventando un brand come Monte Napoleone per la moda». Cassina, storica azienda fondata a Meda nel 1927 ha aperto le sue porte a 3.500 visitatori. Una co-lab con Vogue per l’evento e una continua con il Politecnico per lo studio di materiali consapevoli (perché sostenibili è già passato). Al D Studio, concept store che unisce Flos, Arclinea, B&B Italia, Louis Poulsen e altri, un flusso continuo (oltre 6mila persone). Nell’area allestita per i contratti non ci sono posti liberi. «Non c’è piu movida brutta, meno aperitivi e più prodotto. Belle soluzioni, un ottimo inizio», chiosa Alberto Piona, designer di luce per interni.

Natuzzi, celebra le origini pugliesi e la ritrovata armonia con le transizioni di Elena Salmistraro, Formafantasma e Patrick Norguet. Multifunzionalità e casa-ufficio si ritrovano nei dettagli. Il fil rouge riconoscibile, patrimonio apprezzato da tutti i partecipanti, è sempre il made in Italy.

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6 settembre 2021 | 07:47

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