No Green Pass e No Vax, a Milano presidiate le stazioni Centrale e Garibaldi per le manifestazioni non autorizzate

A Milano sono attese soprattutto nelle stazioni di Centrale e Garibaldi le proteste negli attivisti No Green Pass, che domani, mercoledì 1° settembre, si sono dati appuntamento negli scali ferroviari per manifestare contro quella che definiscono una “dittatura sanitaria”. La manifestazione non autorizzata è stata indetta con un tam tam sui social network e via Telegram, dove rimbalzano frasi di rabbia nei confronti del governo e minacce a politici, come il ministro degli esteri Luigi Di Maio, personaggi pubblici, medici, giornalisti e perfino artisti con J-Ax, che criticano il loro operato. “Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto. Schiavitù? Allora non partirà nessuno!”, recita lo slogan della manifestazione, che è stata convocata in tutte le principali città italiane.

L’attenzione delle forze dell’ordine si concentrerà soprattutto sugli scali ferroviari dove arrivano treni a lunga percorrenza per evitare che le proteste dei No Green Pass creino disagi alla circolazione dei treni. Oltre alla Polizia di Stato, che sarà impegnata nelle stazioni e sui treni, utilizzato agenti della Polfer, e per garantiere l’ordine pubblico e la viabilità in città, interverranno anche i carabinieri e la polizia locale.

Il movimento No Green Pass nei giorni scorsi si è reso responsabile di aggressioni ad una giornalista Rai e di Repubblica e di un blitz contro un gazebo M5S a Milano. É un movimento che, raccontano fonti investigative, ricorda da vicino quello dei ‘Forconi’ sia per le modalità della protesta sia per l’utilizzo della rete per organizzarsi e per gli esiti della manifestazione, come in altre occasioni di proteste organizzate grazie alla rete, potrebbero essere imprevedibili.

Difficile, spiegano gli investigatori, stabilire con precisione quante persone si presenteranno alle manifestazioni. Gli organizzatori non hanno dato alcun preavviso e la partecipazione ad eventi auto organizzati tramite le il tam tam in rete è stato molto variabile. Ci sono state 7  proteste di questo tipo, organizzate a Milano a partire dal mese di luglio: a quella davanti al Tribunale erano presenti 10mila persone, 3mila hanno preso parte a quella di sabato scorso, finita con il blitz contro il gazebo dei M5S ai Navigli e circa 2mila hanno protestato contro i ‘media main stream’ sotto la sede della Rai di corso Sempione. Obbiettivi diversi che hanno radunato persone soprattutto scontente e arrabbiate. Difficile dunque stabilire chi domani non si limiterà a riversare frustrazione e scontento sulla rete, ma deciderà di protestare negli scali milanesi.

“Staremo attenti” alle manifestazioni annunciate per domani dai no green pass nelle stazioni delle principali città italiane, “perché è chiaro che nelle stazioni, soprattutto in questa fase, le persone si muoveranno meno per diletto e più per lavoro. Quindi penalizzare chi si muove per lavoro sarebbe un grave problema”, ha detto il sindaco Beppe Sala a margine di una visita al Municipio 4 di Milano.

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