Alpinista 27enne lombardo muore sul gruppo del Civetta: un chiodo ha ceduto. L’amico salvato dopo una notte in quota

Un alpinista lombardo di 27 anni, Guido Di Carpegna Brivio, di Cesano Maderno (Monza e Brianza) è morto venerdì sera, precipitando mentre con il compagno di cordata si preparava a scendere in doppia dalla Torre Venezia, sul gruppo del monte Civetta, dopo aver scalato la via Ratti. L’amico, 23 anni, di Milano, rimasto da solo in cima tutta la notte, è stato portato in salvo sabato mattina.

L’allarme a tarda sera

Venerdì sera attorno alle 22, la Centrale del Suem è stata allertata da uno scalatore, che aveva visto cadere un uomo dalla cengia circolare in cima alla Torre Venezia, prima di iniziare la discesa in corda doppia. Allertato il Soccorso alpino di Agordo, una squadra ha raggiunto in jeep il Rifugio Vazzoler per poter essere trasportata in quota da uno degli elicotteri abilitati al volo notturno e provvedere al recupero dell’alpinista superstite, rimasto bloccato a 2.450 metri di quota.


Le chiamate notturne

Per tenere compagnia al 23enne, aggiornarlo su quanto si stava facendo e rincuorarlo, un soccorritore lo ha costantemente contattato al cellulare ogni 15/20 minuti. Concordato in prima battuta l’invio dell’elisoccorso trentino, non c’è più stata possibilità di un suo intervento perché impegnato in altre missioni. Verso le 23 è arrivata l’eliambulanza dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano che ha subito effettuato una ricognizione, constatando che la nebbia stazionava 20 metri sotto il punto dove si trovava l’alpinista.

I tentativi falliti per il meteo avverso

Sceso in piazzola, con il peggioramento del tempo l’elicottero si è spostato ad Agordo, dove ha atteso un eventuale miglioramento fino alle 2, quando, perdurando le condizioni negative, l’equipaggio è rientrato. Alle 3 c’è stato un piccolo miglioramento, anche in questo frangente però l’eliambulanza di Trento – prevista in avvicinamento in mezz’ora – non è partita per repentini mutamenti meteo.

Il salvataggio all’alba

Alle prime luci dell’alba, è atterrato a disposizione delle squadre l’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha atteso si aprisse un varco tra le nuvole persistenti per decollare. Alle 6.25 due soccorritori sono stati imbarcati e l’elicottero è salito all’altezza della cengia circolare, dove uno di loro è sceso ed è andato incontro al ragazzo, che stava bene, sebbene fortemente scosso dopo la morte dell’amico e la notte trascorsa all’addiaccio. Caricato a bordo, il ventitreenne è stato portato fino al campo base ai Piani di Pelsa e da lì accompagnato al Rifugio Vazzoler per essere riscaldato e rifocillato.

Il recupero della salma

L’elicottero è poi nuovamente volato verso la parete per cercare il corpo del 27enne precipitato. Scese ancora le nuvole, è stata necessaria una nuova rotazione per individuare il corpo senza vita di Guido Di Carpegna Brivio, finito 180 metri più in basso in un canalino sotto l’arrivo delle doppie. Sbarcati 7 soccorritori, sono stati attrezzati gli ancoraggi per calarsi e ricomporre la salma. Il recupero è poi avvenuto con l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha provveduto a portare a valle anche i soccorritori.

La causa della tragedia

Dalle prime informazioni, usciti dalla Via Ratti venerdì verso 21.30, sulla cengia circolare i due scalatori si sono spostati al piccolo canalino di 5-6 metri che porta alla partenza delle doppie. All’inizio di questo canalino c’era un chiodo con cordino, utilizzato da alcuni scalatori per scendere all’attacco delle doppie. Non appena il ragazzo ha caricato il peso dopo essersi agganciato, il chiodo è uscito dalla fessura, facendolo precipitare nel vuoto.

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28 agosto 2021 | 14:42

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