Ciro Di Maio esce dal carcere e va ai domiciliari dopo l’arresto per la droga dello stupro

Ciro Di Maio esce dal carcere e va ai domiciliari. Così ha deciso il gip del Tribunale di Milano, dopo l’arresto del conduttore televisivo per essersi fatto spedire dall’Olanda la cosiddetta “droga dello stupro”.

Una decisione che arriva a poche ore dall’udienza per la convalida dell’arresto. Dove il volto televisivo e il suo avvocato hanno esposto la loro verità. La difesa: Di Maio è in cura da tempo per la sua tossicodipendenza da Gbl, così come da altre sostanze. Motivo per cui, ha detto oggi davanti al giudice per l’udienza di convalida dell’arresto, l’acquisto di un litro di sostanza fatto arrivare da Amsterdam era esclusivamente “per uso personale”. E’ questa la linea difensiva del conduttore tv, arrestato con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. Difeso dall’avvocata Nadia Savoca, Di Maio è stato sentito in teleconferenza ed è apparso molto più debilitato rispetto a quelle che sono le immagini che lui stesso diffondeva fino a qualche mese fa sui social.

“Non sono uno spacciatore, la sostanza non era destinata a feste o altro, era per me, ne sono dipendente da molti anni ormai e sto cercando di seguire un programma terapeutico che prevede di ‘scalare’ riducendo mano a mano il consumo”, ha detto Di Maio. Dipendenza che, come chiarito dall’avvocato, la difesa ha voluto provare anche “depositando documentazione medica, dato che sta seguendo un trattamento terapeutico: il medico gli ha prescritto l’assunzione della sostanza in dosi minori, perché non si può interrompere di botto l’assunzione”. La terapia, ha chiarito ancora l’avvocato Savoca, “prescrive l’assunzione di 2 ml ogni 2 ore e comunque fino ad un massimo di 5 dosi giornaliere”. Il conduttore, ad ogni modo, “ne stava assumendo di più, perché non sempre riesce a seguire il programma”.

La difesa ha chiesto la scarcerazione e in subordine i domiciliari o l’obbligo di firma, mentre la procura ha sostenuto la necessità che l’uomo rimanga in carcere. Alla fine la gip Sara Cipolla ha deciso per i domiciliari. C’è un altro procedimento che vede Di Maio accusato del medesimo reato, sempre relativamente all’acquisto di un quantitativo di Gbl, in quel caso fatto arrivare dalla Cina. Per quelle accuse un altro giudice ha già disposto il giudizio immediato e sempre per quell’accusa Di Maio aveva già l’obbligo di firma.

“E’ molto provato – ha aggiunto il legale – ha problemi di salute ed è impaurito”. La difesa ha spiegato, inoltre, che il Gbl si può acquistare online “e in Olanda viene venduto legalmente”. Con una consulenza difensiva, ha proseguito, “abbiamo dimostrato, poi, che quel prodotto si può comprare solo in quelle determinate quantità, lui non poteva comprare meno di un litro perché in quelle quantità viene venduto”. Infine, per il legale “non c’è alcun elemento agli atti che provi lo spaccio, non sono stati trovati soldi o altro”.

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