Milano Porta Nuova, spunta un altro Diamantino nel quartiere dei grattacieli: così si completa il puzzle

Nel «rumore» delle torri che si alzano come una Babele di stili nel nuovo polo direzionale tra Garibaldi, Gioia e Porta Nuova, in silenzio cresce un altro grattacielo. Un’architettura rimasta fuori dai radar, le cui forme esposte dal rendering sul pannello affisso all’ingresso del cantiere ricordano la Torre Diamante, poco distante sede di Paribas sui terreni delle ex Varesine.

Lavori iniziati a giugno, la fine prevista per agosto 2022, sarà il quartier generale della compagnia di assicurazioni, crediti e cauzioni S2c. Un progetto degli architetti di Gas studio — come pubblicato nei giorni scorsi da Urbanfile, il sito degli appassionati di architettura meneghini — tra via Pirelli, via Cornalia e via Clelia del Grillo Borromeo, dove ieri gli operai stavano completando il montaggio delle impalcature per il restauro dell’attuale edificio anni 60 arrivando in vetta (al 13esimo piano) nonostante un paio di acquazzoni attorno all’ora di pranzo: diventerà un «diamantino», appunto, disposto su nove livelli con una base rialzata a fare da spazio esterno per i piani inferiori.


Un cantiere in mezzo ai cantieri, in particolare quelli della seconda fase progettuale della Coima di Manfredi Catella (dopo la vendita al fondo sovrano del Qatar della «prima parte», da piazza Gae Aulenti alle Varesine). A pochi passi, verso la fermata del metrò, si scava infatti per le due torri di Gioia 20, la Est alta 98 metri nell’area dell’ex posteggio Inps e la Ovest da 64 metri, oltre il vialone ad alto scorrimento, dove in fase di cantiere è stato scovato anche un bunker anti-aereo: la costruzione dei due edifici disegnati da Antonio Citterio e Patricia Viel (attivissimi in città da Cascina Merlata a Symbiosis) inizierà per la fine dell’anno, con il termine delle lavorazioni non prima del 2024.

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Al posto della Torre Inps, invece, è ormai concluso — e passato nelle mani di Banca Intesa (dopo l’operazione Ubi/Bper) —, il grattacielo Gioia 22 (detto la «Prua» o la «Scheggia di vetro»), edificio iper-sostenibile, con un’intera facciata di pannelli solari. Il gruppo bancario è il proprietario unico del palazzo destinato agli uffici, con le sole concessioni al commercio ai piani bassi, dove ci saranno caffetteria e ristorazione.

Il 2024 è l’anno segnato con la «x» per tutta l’area di Garibaldi-Porta Nuova. Anche P35 — vale a dire l’ex Sip, il palazzo di via Pirelli 35 — vedrà la fine del restauro due anni dopo l’inizio dei lavori a breve, sul progetto firmato dalla coppia italo-norvegese di studi di architettura Park e Snøhetta: 40 mila mq destinati a uffici con passaggi sopraelevati e spazi interni. A fianco, il ponte su Melchiorre Gioia (parte del progetto «P39» pensato come avveniristica suggestione botanica a fianco di una torre residenziale) attende dal Comune entro l’anno il via libera alle premialità volumetriche per il recupero di immobili dismessi (tra il 10 e il 25 per cento) dopo le modifiche della Regione alla legge contestata dal Tar, sul progetto degli autori dell’High line newyorchese (lo studio Diller-Scofidio e Renfro).

Ma nel quartiere non c’è soltanto Coima. In via Pirelli, dove per anni c’era il «buco nero» di via Adda, sono sorte le residenze verdi dei Giardini d’inverno. Verso viale della Liberazione, Generali ospita Inter e Versace nel restaurato «The corner». È arrivata in vetta anche la Torre Unipol, architettura complessa in legno, vetro e metallo con giardini pensili, le cui lavorazioni all’interno, richiederanno tuttavia ancora un anno e mezzo di lavori. Quasi ultimate le strutture portanti, le facciate sono al 70%.

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Il gruppo assicurativo in zona ha già realizzato diversi progetti: Milano Verticale (l’ex residence The Big di via De Cristoforis 6 nuovo hotel del gruppo Una, aperto a maggio, un quattro stelle superior con 177 tra camere su 13 piani e maxi-rooftop); la Torre Galfa restaurata in chiave multifunzionale (albergo, uffici e residenza, uno dei pochi building in Italia con tre fonti di energia rinnovabile geotermia, fotovoltaico e turbina eolica); e il «Rasoio» di via De Castillia 23 (primo hub vaccinale per le aziende). E ora lavora su via Sassetti 27, ex fabbrica tessile di inizio ’900 con villa padronale, poi ufficio postale trasformato in loft per circa 11 mila mq che saranno riqualificati a uso uffici entro la fine del 2022.

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15 luglio 2021 | 08:49

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