Omofobia a Milano, barista denuncia: “Io insultato e sfregiato la notte prima del Pride”. Nel fine settimana tre episodi di aggressioni

Prima le offese di stampo omofobo accompagnate da minacce, poi uno sfregio alla guancia, dalla mandibola all’occhio con un coccio di bottiglia. È quanto avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi, alla vigilia delle celebrazioni del Pride in città, a un ragazzo di 24 anni, barista del Mono un locale gay-friendly nella zona del Lazzaretto. Non l’unico episodio di violenza di natura omofoba del weekend.

Sono le 5.44 quando la volante del commissariato Centro viene inviata in via Lecco dove l’ambulanza sta soccorrendo un ragazzo sanguinante, spaventato, sotto choc. A chiamare il 112 è un testimone, 20enne. C’è anche un altro ragazzo, 31 anni, che assiste alla scena e racconta alla polizia di aver sentito gli insulti, “Frocio di m…., dovete morire” rivolti alla vittima che ha appena finito il suo turno da barista dopo 8 ore e si ferma in zona con degli amici per proseguire la serata in largo Bellintani. È qui che, secondo la denuncia alla polizia, c’è un primo tentativo di aggressione, insulti e minacce che si fermano lì. Poi, mentre il ragazzo è in piedi per la strada che sta rincasando con l’amico, un 37enne di origini australiane, viene avvicinato dagli stessi tre uomini – descritti sulla trentina e presumibilmente italiani – che proseguono negli insulti. Poi uno spacca una bottiglia su un panettone per la strada e con un coccio ferisce il 24enne. Una ferita curata al pronto soccorso del Fatebenefratelli con dieci punti di sutura.

“Dove sono le autorità? Dove sono i controlli. E non venite a dirci che non si tratta di omofobia. In una città come Milano, o altrove, questi attacchi non devono più accadere”: così sui social il titolare del bar dove lavora il giovane sfregiato commenta l’accaduto. “Alla vigilia del pride Milano un nostro dipendente, dopo 8 ore di estenuante lavoro – scrive -, viene prima insultato con epiteti… e poi preso a bottigliate da un gruppo di schifosi. Finisce in ospedale, punti di sutura sul viso, la macchia di sangue è ancora visibile tra il Lazzaretto e viale Tunisia: fate girare – è l’invito rivolto dagli avventori del locale – perché un giorno potreste essere voi oggetto di un’aggressione omofoba. Il Ddl Zan serve eccome e subito!”.

Nel fine settimana si sono verificati altri due episodi di stampo omofobo. Sabato pomeriggio, quando ancora la piazza del Pride stava festeggiando, un 12 enne di origine egiziana che stava cercando di raggiungere l’evento è stato aggredito. È accaduto attorno alle 20,30 quando, all’interno del Parco Sempione, due ventenni italiani avrebbero iniziato prima a insultarlo per il suo orientamento sessuale e poi a colpirlo. Schiaffi dietro la testa, dicono le prime ricostruzioni, e infine un ultimo gesto di disprezzo: un aggressore gli avrebbe gettato addosso lo spritz che stava bevendo.

Sempre sabato sera attorno alle 21 in via Manzoni due ragazzi gay denunciano di essere stati aggrediti mentre si stavano recando a cena in bicicletta. Un uomo, dopo averli insultati, avrebbe preso a pugni uno dei due mentre il compagno cercando di difendere il fidanzato si sarebbe ferito a una mano. L’aggressore avrebbe riferito alla polizia che il diverbio era legato a una lite viabilistica perché i due viaggiavano sul marciapiedi.

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