Via Serio a Milano, crolla una trivella di 10 metri e colpisce l’Ifom: evacuati i ricercatori. «Sembrava una bomba»

È crollata una trivella stradale nel cantiere di via Serio, allo Scalo Romana, area ferroviaria dismessa in corso di riqualificazione. Erano le 10.44 di martedì 15 giugno. Dalle prime informazioni, non ci sarebbero vittime o feriti. Sul posto la polizia di Stato, la polizia locale e i vigili del fuoco.

Danni sì, però. Eccome. Gli oltre 300 ricercatori e dipendenti di Ifom, nella sede di via Adamello, «erano impegnati tra le provette e in laboratorio quando la trivella di oltre 10 metri di altezza è crollata rovinosamente su uno degli edifici più popolati dell’Istituto: «La trivella ha dapprima colpito violentemente il cornicione del tetto fendendo l’edificio in verticale per poi rimbalzare più volte contro la facciata, penetrando prima la sala riunioni della Direzione Scientifica dell’Istituto, per fortuna al momento vuota, per poi sventrare gli uffici amministrativi del piano terra e atterrare su due automobili parcheggiate in strada».


Fondato nel 1998 da Firc-Airc, l’Ifom è un centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare, una delle prime realtà che si è insediata nell’ex distretto industriale dello scalo di Porta Romana, ora in corso di forte riqualificazione urbanistica. Tre sono i cantieri che circondano l’Istituto sui tre lati e «oggi la serenità del lavoro è stata interrotta da questo evento traumatico, che per fortuna non ha fatto vittime», dicono dall’istituto. Tutti i ricercatori e dipendenti dell’Istituto e quelli degli altri istituto presenti nello stesso campus, 600 in tutto, sono stati prontamente evacuati e le forze dell’ordine stanno provvedendo a mettere in sicurezza gli edifici.

«Stavamo lavorando tutti tranquillamente, quando abbiamo sentito un fortissimo boato. L’edificio, la parte dove si trovano gli uffici direzionali e amministrativi, ha iniziato a tremare. Dopodiché abbiamo visto solo tantissima polvere che si alzava. Un grandissimo spavento. Il primo momento è stato di panico. Poi, però, abbiamo reagito prontamente. La procedura di evacuazione è scattata subito, tutti l’hanno seguita e sono andati fuori. La cosa più importante è che miracolosamente nessuno si è fatto male e che siamo riusciti a mettere tutti in sicurezza». Così Rossella Blasi, direttore operativo dell’Istituto di ricerca Ifom, era in un ufficio accanto alla direzione scientifica, quando la trivella si è abbattuta rovinosamente, «praticamente a 3 metri» dalla stanza in cui si trovava. Ha colpito «l’edificio 4, collegato al 2 e al 3, prettamente laboratori e foresterie», racconta all’Adnkronos Salute.

«Mi hanno tirato fuori dall’ufficio, ho urlato dallo spavento. È stato un attimo», lo choc iniziale. «Ho pensato inizialmente a una bomba, a un qualcosa di saltato, esploso, fuori dal nostro edificio. Poi ho reagito — ricostruisce Blasi — C’era tantissima polvere, il rumore è stato troppo forte. Abbiamo capito cosa succedeva quando siamo scesi giù e abbiamo visto la trivella, perché non ci siamo potuti affacciare subito alle finestre». Qualche addetto invece la scena l’ha vista proprio da quella prospettiva, dalle finestre. Alcuni raccontano di aver sentito «prima le urla degli operai del cantiere dall’altra parte della strada», e poi di aver visto la trivella abbattersi contro la struttura, contro di loro. «Abbastanza traumatico», testimoniano. È successo nel pieno di una giornata lavorativa di un Istituto popolato, non in smart working.

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Nell’area di via Serio è previsto un importante intervento urbanistico, in attesa del cantiere per il villaggio olimpico 2026. Il complesso Vitae di «Covivio» prevede una promenade sopraelevata e verde a spirale per 150 metri d’altezza con orti, serre e coltivazioni idroponiche, un palazzo sostenibile, laboratori per studi oncologici e foresterie destinate alla ricerca, una piazza urbana accessibile 24 ore su 24 per eventi scientifici, musicali e culturali. Nel distretto Symbiosis arriverà sicuramente Snam: il nuovo «headquarter» gel gruppo energetico affiancherà la sede storica di San Donato. L’edificio sarà progettato dallo studio milanese Piuarch e si svilupperà su tre volumi sovrapposti, suddivisi in 14 piani, per una superficie complessiva di circa 19.000 metri quadrati, circondato da un parco di oltre 8.500 mq, progettato dal paesaggista Antonio Perazzi, con un «teatro verde». Il palazzo tra via Condino e via Vezza d’Oglio sarà pronto a partire dal primo trimestre del 2024.

15 giugno 2021 | 12:21

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