Tavazzano, licenziati Fedex-Tnt assaltano ditta logistica: rissa con i dipendenti, 9 feriti

Scontri, bastonate e feriti ai cancelli di una logistica alle porte di Lodi. Una notte di violenze, con testimoni involontari e terrorizzati i residenti del quartiere, all’esterno della Zampieri Holding, magazzino di logistica in via Orecchia a Tavazzano con Villavesco. Al centro, un gruppo di lavoratori Fedex-Tnt di Piacenza licenziati, spalleggiati dai Si-Cobas, e che ha dato l’assalto alla logistica Zampieri, trasferita appena un mese fa da Piacenza a Tavazzano. All’interno, i dipendenti della logistica sequestrati all’interno dei cancelli che hanno reagito forzando il blocco e aggredendo i manifestanti a colpi di bastone e di assi di pallet.

Nove contusi, un ferito al volto trasportato in codice rosso al Policlinico San Matteo di Pavia e tre feriti più lievi è il bilancio degli scontri avvenuti alle 2 del mattino di venerdì di fronte alla Zampieri Holding, una delle aziende del polo logistico di Tavazzano con Villavesco, alle porte di Lodi. Scontri di tale violenza, non lontani da quelli delle logistiche sudmilanesi, nel Lodigiano non si vedevano da tempo. Il tutto in un contesto in cui, accanto ai capannoni, sorge anche una zona residenziale, con oltre cento cittadini svegliati dalle urla, dalle botte e dalle sirene di polizia, carabinieri e ambulanze. Sull’asfalto pezzi di bancali sparsi ovunque e in parte usati come «armi» dai manifestanti.


Il ferito più grave (da Facebook)
Il ferito più grave (da Facebook)

Il presidio, indetto da alcuni lavoratori della sede di Piacenza chiusa e trasferita nel Lodigiano (oltre che a Peschiera e San Giuliano Milanese) circa un mese fa, fino ad ora era sempre stato contenuto. Al centro della protesta le rivendicazioni sulla questione Fedex-Tnt. Le cose però sono precipitate nella notte fra mercoledì e giovedì quando al picchetto dei lavoratori si sono aggiunti almeno altri cinquanta manifestanti da Piacenza, tutti dipendenti ex Fedex. Obiettivo, non fare lavorare (e nemmeno uscire dall’azienda) i «colleghi» lodigiani, oltre che impedire sia l’accesso che l’uscita dei camion sul piazzale.

La protesta è iniziata nella tarda serata di giovedì con il consueto presidio e la tensione è esplosa intorno alle 2 tra i circa 40 lavoratori Zampieri bloccati all’interno e i manifestanti ai cancelli (una cinquantina all’arrivo delle forze dell’ordine, ma probabilmente di più al momento degli scontri) che cercavano di impedirne l’uscita. I sequestrati, per sfondare la «resistenza» dei rivali si sono armati di bastoni e pezzi di pallet (tra i Cobas hanno anche denunciato l’uso di taser, circostanza che però alle forze dell’ordine non risulta) e una volta aperti i cancelli i due gruppi sono venuti a contatto. Una situazione incandescente, al punto di rendere necessario l’arrivo in forze di pattuglie dei carabinieri e della polizia.

Una volta ristabilita la calma e soccorsi i feriti (il più grave, un lavoratore di Piacenza, ha riportato una ferita al volto a causa di una bastonata ma non è in pericolo di vita) i manifestanti si sono diradati mentre polizia e carabinieri hanno identificato alcuni dei dipendenti dell’azienda rimasti nel piazzale. «Una situazione inaccettabile – commenta il sindaco Francesco Morosini, svegliato alle 2 dagli sms dei cittadini della zona e dalle sirene -, i miei residenti sono terrorizzati. È chiaro che il mio primo pensiero va alla sicurezza dei miei concittadini. L’azienda mi ha garantito che non ci sarebbero stati problemi, questi sono fatti che nel mio paese non voglio più vedere altrimenti sarò costretto a prendere provvedimenti».

«Aggrediti a colpi di bastoni, frammenti di bancali, sassi e bottiglie da una cinquantina di bodyguard assoldati dai padroni», è la versione di Si Cobas secondo cui i manifestanti di Piacenza si sono trovati di fronte a una «squadraccia di bodyguard mimetizzatasi tra i lavoratori e che ha attaccato il presidio, composto da circa 40 lavoratori del SI Cobas a mani nude, e per circa 10 minuti sotto gli occhi della polizia che non ha mosso un dito». Il blitz di Tavazzano ha origine dal fatto che Zampieri Holding affitta i magazzini sul suolo nazionale alle logistiche del colosso Usa delle spedizioni. La protesta, conferma Si Cobas, riguarda la chiusura dell’hub piacentino e solo due settimane fa a San Giuliano Milanese si era verificato un episodio simile, anche se con conseguenze meno drammatiche. Il sindacato di base, molto radicato nelle logistiche, da tempo denuncia infiltrazioni di bodyguard specializzati da parte dell’operatore di logistica per far crescere il livello dello scontro. Il lavoratore colpito al volto, secondo la Questura, è già stato dimesso con 15 giorni di prognosi.

11 giugno 2021 | 12:32

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