La Lombardia parte con le vaccinazioni in azienda: hub anti-Covid per dipendenti propri e terzi

Da oggi in Lombardia ci si vaccina anche in azienda: se non nella propria, negli hub di alcune big, opportunità che sarà una realtà consolidata soprattutto nelle prossime fasi (quelle autunnali) della campagna. Stamattina il taglio del nastro e le prime somministrazioni anti-Covid all’hub del gruppo Unipol allestito al «Rasoio» di via de Castillia 23 a Milano. Cinquanta professionisti impiegati, tra amministrativi, infermieri e medici, e una capacità di mille vaccinazioni al giorno, che si sommano alle altre mille del secondo hub del gruppo su suolo meneghino, quello di via dei Missaglia. Venti i punti vaccinali di Unipol in tutta la regione, per una platea potenziale di circa 300 mila persone.

Si tratta di un «contributo che come gruppo cerchiamo di dare al sistema sanitario nazionale, all’enorme sforzo che sta facendo il servizio pubblico, a livello nazionale, a livello di struttura commissariale e a livello regionale», ha detto Carlo Cimbri, Amministratore Delegato e Group CEO di Unipol Gruppo. Un’opportunità resa possibile da UniSalute (la compagnia sanitaria del gruppo) e rivolta ai dipendenti Unipol, agli agenti e ai familiari. Ma anche alle principali realtà produttive italiane (aziende, banche, fondi sanitari che ne hanno già fatto richiesta), a «tutte le aziende che si appoggiano per l’organizzazione delle vaccinazioni dei loro dipendenti a Unisalute», ha specificato Cimbri. Insomma: hub vaccinali aziendali aperti anche alle altre realtà imprenditoriali, più piccole. Una realtà che sarà funzionale soprattutto in vista dell’autunno, visto lo stadio avanzato della campagna in corso.


A livello pratico, i dipendenti si prenotato attraverso l’Intranet aziendale. Per le altre aziende che si appoggiano all’hub di Unipol per vaccinare i loro dipendenti, Unisalute ha messo a disposizione una piattaforma dedicata attraverso cui i lavoratori di aziende terze si possono prenotare. I responsabili di UniSalute specificano che per evitare sovrapposizioni, nel caso un dipendente si fosse già prenotato col servizio regionale, occorre che questo disdica la sua prenotazione sul portale di Poste. In un secondo momento il sistema sarà invece totalmente integrato. Cosa che già succede per la registrazione delle vaccinazioni e per la richiesta di dosi: «Lavoriamo in stretta sinergia con il sistema regionale — ha detto Cimbri —. Le persone interessate all’opportunità di vaccinarsi nel nostro hub si prenotano tramite la nostra procedura interna. Per la definizione delle agende seguiamo i criteri della prenotazione, non delle fasce d’età. I dati vengono mandati al sistema delle Ats che, sulla base delle richieste, mandano giorno per giorno le dosi di vaccino necessarie per vaccinare la popolazione in questione». Si tratta quindi di uno «scambio continuo di flussi di dati: a vaccinazione effettuata la registriamo sul portale come se la persona si fosse vaccinata presso il servizio pubblico. È la stessa banca dati a ricevere le informazioni».

Presente all’inaugurazione oggi all’hub di Unipol anche la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti: «Simbolicamente con questa apertura diamo il via alle vaccinazioni in azienda. Regione Lombardia è stata la prima regione a firmare un accordo con 24 associazioni di categoria per la vaccinazione in azienda e appena il generale Figliuolo ci ha dato il via ci siamo subito attivati». Seguiranno l’esempio di Unipol, altre aziende, come anticipato dal Corriere: «Oggi partiamo con Unipol, in questa settimana si aggiungeranno Pirelli, Mediaset, Amazon, 3M e Campari. Queste sono le prime aziende che hanno aderito a questa campagna». Con lo sguardo rivolto soprattutto ai mesi a venire e alla possibilità di un terzo richiamo in autunno: «Stiamo dando indicazioni alle diverse Ats — ha ricordato Moratti — di contattare le realtà sul territorio per poter avere il numero delle grandi aziende che possano funzionare da hub sia per i loro dipendenti sia per quelli di altre piccole aziende che volessero utilizzare questa opportunità». In vista del probabile terzo richiamo in autunno il ruolo delle aziende come hub sarà fondamentale: «Abbiamo chiesto la disponibilità a Confindustria Lombardia, e probabilmente lo estenderemo alle altre associazioni con cui avevamo firmato il primo accordo, per eventuali richiami che dovessero rendersi necessari. Ci stiamo già lavorando per essere preparati: Confindustria ha già dato la sua disponibilità. E questo sarà importante — grazie alla partecipazione delle aziende e dei medici aziendali — per avere meno pressione sulle strutture ospedaliere.

Sempre con una doppia possibilità lasciata aperta: quella didedicare alcune linee vaccinali degli hub regionali alla vaccinazione dei dipendenti delle aziendeche ne faranno richiesta: «Dato che è previsto un arrivo di vaccini sempre più importante — ha detto Moratti — saremo in condizione di poter dedicare alcune linee vaccinali alle aziende anche nei centri massivi». In generale, «dal 10 maggio al 6 giugno abbiamo avuto circa 3 milioni dosi di vaccini, e sono previsti incrementi, quindi la nostra capacità vaccinale può essere implementata. Nel weekend abbiamo superato le 100 mila dosi inoculate al giorno: se ci arriveranno dosi di vaccino superiori alle attuali, ovvero da 100 mila a 120 mila al giorno, potremo garantire la somministrazione almeno della prima dose ad ogni cittadino lombardo avente diritto entro il 10 luglio».

Tornando sul tema della terza dose, Moratti ha specificato che si tratta di una questione che «è necessario affrontare col governo». La vicepresidente porterà «in commissione salute la richiesta di un incontro col governo affinché ci dia un piano del prossimi mesi, che ci consenta di sapere se saranno necessari i richiami e dopo quanto, oltre alla logistica e alla disponibilità dei vaccini. Sarà mia cura di mettere all’ordine del giorno della prossima commissione salute questo tema, perché non voglio che la Lombardia si trovi impreparata».

7 giugno 2021 | 18:35

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