Lombardia, da Unipol ad Amazon e Armani: si parte lunedì con le vaccinazioni anti-Covid nelle aziende

Fa da apripista, lunedì, Unipol, col primo hub vaccinale aziendale nell’ex «Rasoio» in via de Castillia a Milano. Nel giro di dieci giorni se ne aggiungeranno altri sei: Pirelli, Mediaset e Amazon in settimana, Campari, Armani e 3M entro quella successiva. Partono le vaccinazioni nelle (grandi) aziende della Lombardia: non è un liberi tutti, ma l’inizio di un’opportunità — l’attivazione di hub all’interno delle strutture aziendali — che dal marzo scorso è pronta per essere messa in pratica, con l’intenzione poi, per tutte le altre imprese interessate, di dedicare alla vaccinazione dei dipendenti alcune linee degli hub regionali esistenti. Un percorso che, visto lo stadio avanzato in cui si trova la campagna in Lombardia, sarà particolarmente importante nella «fase tre» del percorso di profilassi anti-Covid, quella in autunno con la terza dose. Perché sulla potenziale adesione all’iniziativa non ci sono dubbi: solo tra gli associati di Confindustria, su un totale di 1600 aziende, si sono dette interessate alla vaccinazione dei loro dipendenti tra le 1400 e le 1500 imprese, tutte superiori ai 100 dipendenti.

La Regione, spiegano dall’assessorato allo Sviluppo economico, mette a disposizione due opzioni: la prima è quella che verrà utilizzata da lunedì a partire da Unipol e a seguire dalle altre sei aziende. Si tratta di imprese di grandi dimensioni, in grado di utilizzare i propri stabilimenti e di allestire dei veri e propri hub, con locali adeguati, linee dedicate e postazioni per la registrazione, il triage e la vaccinazione. L’orizzonte — prossimo solo nel caso arrivi una disponibilità maggiore di vaccini, ma sicuramente da tenere a mente per la campagna d’autunno — è quello di destinare alcune linee negli hub esistenti per le altre aziende interessate a vaccinare i propri dipendenti. Quando? Sviluppo economico e Welfare sono già pronti, ma al momento il numero di vaccini a disposizione e il ritmo della campagna non lo consentono ancora.


Era il 10 marzo scorso quando la Lombardia, prima in Italia, siglò un protocollo d’intesa con Confindustria Lombardia, Associazione nazionale medici del lavoro e Confapi. Il Welfare ricorda come la vaccinazione aziendale venne immaginata come affiancamento alla campagna vaccinale negli hub, dove a pieno regime si potrebbero fare 140 mila somministrazioni al giorno, a cui si sommerebbero altre 30 mila vaccinazioni tra farmacie e aziende. Il problema è che «a 170 mila vaccini al giorno per ora non ci si arriva: al momento si viaggia attorno alle 90 mila somministrazioni quotidiane nei soli hub viste le scorte a disposizione».E nel contempo la campagna è già molto avanti rispetto alle fasce d’età coinvolte, avendo aperto agli over 12. «Siamo attorno al 93% di dotazioni vaccinali utilizzato — sottolineano dall’assessorato allo Sviluppo economico —: è difficile trovare spazio se i numeri rimangono questi. A livello logistico per la Regione è più utile e gestibile destinare alcune linee negli hub appena sarà possibile». Soprattutto in vista dell’autunno.

Si parte, quindi, per ora con Unipol e nei prossimi giorni con altri sei hub vaccinali in altrettante grandi aziende. Nessuna impresa, ovviamente, compra i vaccini in autonomia: rimane in capo alla Regione la gestione delle scorte. Ad Unipol, dicono dal Welfare, verranno dati qualche centinaio di vaccini al giorno. Destinatari della vaccinazione nella struttura allestita da Unipol, i dipendenti, i loro familiari e gli agenti del gruppo. Ma non solo: anche i dipendenti di altre aziende (come alcune banche che già hanno siglato l’intesa) che con Unipol stanno facendo accordi per la vaccinazione. I lavoratori di Unipol si prenotano attraverso una Intranet aziendale. Per le altre aziende Unisalute, la compagnia medica del gruppo, ha messo a disposizione una piattaforma dedicata attraverso cui i dipendenti di queste aziende terze si possono prenotare. I medici di Unisalute coadiuveranno altro personale medico-sanitario impiegato nell’hub vaccinale, che come quello già inaugurato dal gruppo a Bologna avrà una capacità vaccinale stimata di 1.900 vaccini al giorno. Laddove un dipendente avesse già prenotato il proprio appuntamento tramite la normale procedura regionale, l’azienda — dicono dallo Sviluppo economico — tramite il portale di Poste comunica la modifica, facendo in modo che la prenotazione decada.

«La Lombardia, attenendosi alle indicazioni del commissario governativo Francesco Paolo Figliuolo, è pronta a procedere con le vaccinazioni in azienda», ha annunciato il presidente della Regione Attilio Fontana: «Da lunedì le imprese della regione avranno la possibilità di procedere in questa direzione». «Al via le vaccinazioni in azienda anche in Lombardia, in coerenza con le indicazioni fornite dal Commissario Figliuolo che ha dato il via libera all’avvio di questa attività», ha dichiarato la vicepresidente e assessora al Welfare Letizia Moratti. «Regione Lombardia — spiega Moratti — è stata la prima in Italia ad indicare questa possibilità nei mesi scorsi, invitando il Governo a renderla possibile. Il forte impulso assunto dalla campagna vaccinale lombarda nel frattempo ha fatto sì che numerosi lavoratori siano oggi già vaccinati o in procinto di farlo. In ogni caso, la direzione generale Welfare di Regione Lombardia ha chiesto alle Ats di fare una ricognizione con le Associazioni di categoria per avere un quadro aggiornato delle richieste e dell’interesse ancora sussistente da parte delle aziende». Interesse che, appunto, solo in Confindustria è pari a circa 1500 grandi aziende.

«Si tratta – dice l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi – di un’opportunità in più per i lavoratori lombardi che Regione Lombardia, grazie alla disponibilità delle associazioni di categoria e delle imprese, mette a disposizione. Un modo per accelerare ulteriormente la campagna vaccinale già a pieno regime con le prenotazioni e le somministrazioni di tutte le fasce di età previste presso gli appositi hub allestiti in Regione. Un grazie alle imprese – prosegue Guidesi — per la loro disponibilità e collaborazione perché siamo certi che questa ulteriore opportunità sarà replicabile in vista di eventuali campagne vaccinali di richiamo successive a quella massiva in fase di completamento».

4 giugno 2021 | 18:26

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