A Milano presidio per Sergio Ramelli tra saluti romani e misure antiCovid saltate

Ottocento militanti di estrema destra hanno partecipato nella serata di giovedì al presidio per Sergio Ramelli in via Paladini, a Città Studi. Il tradizionale appuntamento per ricordare lo studente del Fronte della Gioventù morto il 29 aprile 1975 dopo un’aggressione da parte di esponenti di Avanguardia operaia, s’è svolto nonostante le restrizioni imposte dalle norme anti Covid. I manifestanti non hanno potuto sfilare in corteo, come previsto dalle disposizioni del questore Giuseppe Petronzi, ma solo con un presidio statico. Non sono mancati però i saluti romani e il rito del «presente», già oggetto di numerose denunce e inchieste della procura negli anni passati (lo scorso anno la manifestazione non si è svolta a causa dell’esplosione della pandemia). La presenza nella stretta via Paladini di oltre 800 persone ha fatto venir meno il distanziamento e inoltre molti manifestanti erano senza mascherina o con la protezione abbassata. Non ci sono stati incidenti o momenti di tensione. Gli investigatori della Digos e della polizia scientifica hanno filmato la manifestazione e gli autori dei saluti romani saranno identificati nei prossimi giorni dagli investigatori. Motivo per il quale potrebbero poi scattare denunce in procura per violazione della legge Scelba .

Il preavviso della manifestazione è stato presentato in questura da Rete Patrioti, CasaPound e Lealtà Azione. Presenti, come ogni anno, diversi esponenti dei partiti di destra. Da Carlo Fidanza a Paola Frassinetti per Fratelli d’Italia, fino a Gianluca Iannone e Francesco «Franz» Polacchi di Casapound, fino al leghista Massimiliano Bastoni. Durante il presidio sono stati affissi manifesti e corone di fiori in corrispondenza del murale che ricorda Ramelli in via Paladini e anche in ricordo di Carlo Borsani, fascista ucciso il 29 aprile del 1945, ed Enrico Pedenovi, consigliere provinciale dell’Msi assassinato nel 1976. I manifestanti si sono poi allontanati a gruppi verso piazzale Susa e piazzale Gorini sotto l’occhio degli agenti. Nel pomeriggio in via Goldoni il contro-presidio antifascista con un centinaio di militanti in memoria di Gaetano Amoroso, operaio e militante comunista, aggredito da attivisti di estrema destra il 27 aprile 1976 e morto tre giorni dopo. Anche in questo caso nessuna tensione con le forze dell’ordine.


29 aprile 2021 | 21:27

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