Caso Gucci, l’eredità di Patrizia Reggiani: quattro indagati per la gestione del patrimonio

Nell’indagine, che punta ad accertare se madre e figlia – Silvana Barbieri è morta nel 2019 – siano state adeguatamente tutelate, sono indagate per circonvenzione di incapace 4 persone, tra cui l’avvocato Daniele Pizzi, amministratore di sostegno, ora sostituito, di Patrizia Reggiani, che ha scontato una condanna a 26 anni di reclusione come mandante dell’omicidio del marito Maurizio Gucci nel 1995.

Le perquisizioni, affidate agli uomini della Guardia di finanza, sono necessarie – fanno sapere fonti giudiziarie – «per chiarire come è stato gestito l’ingente patrimonio» della madre della Reggiani, a partire dal 1953, anno di costituzione della prima società immobiliare riconducibile alla famiglia. L’obiettivo dell’indagine è capire se la Barbieri fosse nel pieno delle sue facoltà quando ha redatto il testamento, così come chiarire se la gestione dei soldi ereditati dalla Reggiani sia efficace. Un sospetto che nasce da una segnalazione precisa arrivata in procura, da chi ha in parte diritto a quei soldi.

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Un’altra parte del patrimonio, tra cui una villa in pieno centro a Milano, viene destinato alla Reggiani ma gestito (per evitare sperperi) – sempre su volere della madre – da un amministratore di sostegno: l’avvocato Daniele Pizzi (indagato) sospeso provvisoriamente dal giudice tutelare Ilaria Mazzei viste alcune uscite sospette, pari a 3 milioni di euro in due anni. Tra gli indagati figurano anche un amministratore finanziario e una collaboratrice della Reggiani.

21 aprile 2021 | 18:01

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