Vaccini in Lombardia, Moratti: tra due settimane arriveremo a 100 mila iniezioni al giorno

«In Lombardia da lunedì apriamo alle prenotazioni per la fascia di età che va dai 65 ai 69 anni». Lo ha assicurato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, ospite di Domenica In su Rai1, confermando quanto detto in settimana dal presidente Attilio Fontana a proposito delle prossime tappe per le vaccinazioni anti-Covid. L’assessore ha ricordato che sono state completate le iniezioni sugli over 80 e 90 che erano in grado di raggiungere i centri vaccinali, mentre sono ancora in corso quelle a domicilio. «Nella fascia 70-79 anni abbiamo fatto già 163mila vaccinazioni» ha aggiunto, dando poi dettagli sulle altre categorie: «Abbiamo già fatto da un 50 a un 70 per cento degli estremamente vulnerabili e dei disabili gravi in carico agli ospedali».

Morattiha ammesso che la Lombardia ha avuto una «partenza lenta. Il primo milione di dosi lo abbiamo somministrato in 78 giorni, il secondo milione di dosi in 28 giorni, quindi abbiamo avuto una fortissima accelerazione sul piano vaccinale. Ad oggi abbiamo somministrato più di due milioni e trecentomila vaccini, siamo tra le Regioni che hanno vaccinato di più le fasce più deboli, il personale sanitario, gli ospiti e il personale delle Rsa, gli over 90enni e over 80enni». L’obiettivo per la settimana che inizia è arrivare a 68 mila dosi al giorno, a 100 mila per quella successiva. Al momento il record di somministrazioni è di 50 mila punture al giorno.

In tema vaccinazioni anti-Covid, la vicepresidente della Regione ha dichiarato di non aver ancora ricevuto la propria dose. «Io non mi sono ancora vaccinata, il mio turno è in arrivo (in questo momento si stanno immunizzando i 70/79enni e Moratti ha 71 anni, ndr)». Immancabile una riflessione sul tipo di vaccino: i cambi di indicazione per il farmaco AstraZeneca hanno confuso i cittadini, alcuni vorrebbero scegliere il prodotto con cui proteggersi. «Quando andiamo a vaccinarci per l’influenza non chiediamo che vaccino facciamo e deve essere lo stesso anche per questo, dobbiamo aver fiducia e abbiamo bisogno di vaccinare tutti per poter davvero ripartire, con un rischio ragionato ma occorre ripartire — ha sottolineato l’assessore —. Oltre al problema sanitario c’è un problema sociale, di lavoro e abbiamo bisogno, con tutte le cautele e le precauzioni, di ripartire. Credo che gli italiani abbiamo una responsabilità condivisa e sono convinta che ognuno di noi prenderà la propria responsabilità e riusciremo a uscire da questa pandemia».

18 aprile 2021 | 16:18

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