Vaccini anti Covid in Lombardia, il dg Pavesi: “Il rifiuto di AstraZeneca diventa importante: il 15% non lo ha voluto”. Ma Moratti lo smentisce: “Nessun allarme rinunce”

Le notizie delle sospensioni cautelative del vaccino AstraZeneca – e ora anche del siero Johnson&Johnson – continuano ad spaventare gli anziani, più restii a farsi immunizzare col farmaco brevettato ad Oxford. “Circa il 15% della popolazione che aveva prenotato il vaccino, in seguito ha rifiutato AstraZeneca. Ma crediamo che questo dato stia salendo. E’ un problema che sta assumendo dimensioni più preoccupanti di quel che pensavamo” ha spiegato il direttore generale del Welfare regionale Giovanni Pavesi, parlando in commissione Sanità al Pirellone.

“Quando un cittadino over 60 rifiuta AstraZeneca, se ci sono comprovate motivazioni cliniche, gli facciamo Pfizer. Se queste ragioni non ci sono, vanno in coda. Ma il problema esiste” ha continuato il dg anche se “abbiamo una comunicazione del ministero che indica per questo medicinale preferibilmente l’uso dopo 60 anni, soprattutto per evitare rischi legali e clinici”. Pavesi ha lanciato un appello a chi fa comunicazione perché si “ribadisca alla gente che milioni di europei sono stati già vaccinati con AstraZeneca e non hanno avuto problemi di nessun tipo. Bisogna tenere questa posizione, spiegare che AstraZeneca nella fascia d’età indicata è sicuro e utilizzabile”.

Pavesi ha anche dato i numeri che potrebbero confermare la fuga da AstraZeneca: “La platea dei lombardi fra 70 e 79anni è di 995mila cittadini. Ad oggi hanno aderito e prenotato su Poste 716.861 cittadini e ne abbiamo vaccinati 62 mila in due giorni”. Dunque in dieci giorni ha aderito alla campagna e prenotato il proprio appuntamento circa il 75% degli aventi diritto, mentre un quarto dei 70enni ancora non si è iscritto. Hanno deciso di non vaccinarsi? Sono spaventati? Cambieranno idea? Le risposte arriveranno nei prossimi giorni, considerando che anche per gli 80enni gli ultimi “ritardatari” hanno chiesto di vaccinarsi due mesi dopo l’apertura delle prenotazioni.

“Gli over 80 prenotati sul portale Aria sono stati inizialmente 616 mila – ha spiegato il dg Pavesi – Di questi 580 mila sono stati vaccinati entro domenica 11, come promesso dalla Regione. C’erano altri 50 mila a domicilio, e su questo fronte ci stiamo muovendo. E’ la partita più impegnativa le Ats stanno rinforzando gli organici, abbiamo dismesso il punto tampone dell’esercito per mandare anche personale medico dell’esercito a domicilio. Ma tenete conto che una squadra fa dieci vaccini domiciliari al giorno: è un’impresa  molto impegnativa e lenta. Sono rimasti in attesa 40 mila over 80 fra domiciliari e quelli che non si vogliono vaccinare”.

Ma i dati presentati dal direttore generale al Welfare vengono smentiti dalla vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, che proprio Pavesi ha voluto in quel ruolo al posto di Marco Trivelli. “Le rinunce a vaccinarsi con AstraZeneca in Lombardia sono irrisorie piuttosto sono in aumento considerevole le domande di approfondimento e di spiegazione sul vaccino”. Che spiega: “Nessun ‘allarme-rinunce’ in Lombardia dunque per AstraZeneca perché ad oggi è meno del 5% dei cittadini che sarebbero vaccinati con questo vaccino a rifiutare effettivamente la somministrazione”.

In Commissione Sanità Pavesi ha risposto anche sul tema dei fragili cronici e dei care giver dei disabili: “Non è automatico che con codice esenzione rientri nella categoria vulnerabili, per esempio tutti i diabetici lo sono. Fra i care giver che hanno diritto al vaccino, ci sono i genitori del disabile iscritto, di sicuro, ma si può arrivare a quattro persone dello stesso nucleo che possono essere vaccinate”.

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