Coronavirus in Lombardia, scatta il secondo V day a Pasqua: corsa per finire le vaccinazioni degli over 80. A Varese inaugurato l’hub dell’esercito

Scatta il secondo V Day in tutta Lombardia dopo quello del 27 dicembre, questo di Pasqua serve a smaltire tutte le liste degli over 80 rimaste in sospeso, dopo i disguidi logistici e informatici delle ultime settimane. Code di anziani sono in corso in queste ore e continueranno anche nel giorno di Pasqua e di Pasquetta nei principali hub vaccinali della regione, da Milano a Varese (dove oggi c’è anche il presidente regionale Attilio Fontana, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e il sindaco Davide Galimberti all’autodromo di Monza, dove si lavorerà fino a stasera per riprendere domani e a Pasquetta, per il rush finale delle vaccinazioni.

Con le 1.400 vaccinazioni di oggi e domani agli over 80, l’ospedale Niguarda di Milano taglia il traguardo delle 50mila vaccinazioni fatte in due mesi. Intanto, si stanno attrezzando le nuove linee vaccinali per il terzo V Day del 10 e 11 aprile con 3 mila somministrazioni al giorno tra l’ospedale e la sede di via Ippocrate all’ex Paolo Pini, per un totale di 6 mila iniezioni.  

Lavorano oggi anche i centri vaccinali dell’Asst Santi Paolo e Carlo, che faranno oltre 400 dosi al giorno tra oggi e Pasquetta, così come il drive through dell’esercito di Trenno. Qui sono in corso gli allestimenti per la campagna massiva con i settantenni, dal 12 aprile, con 30 linee nuove tra ospedale militare di Baggio e drive through di Trenno. Qui si faranno 12 vaccinazioni all’ora per 12 ore per ogni linea, con i nuovi lettori di codici Qr installati nelle postazioni.

Al centro vacinale del Policlinico di via Sforza 35, siero Pfizer per oltre mille anziani, tra oggi e domani, mentre la Fiera è chiusa per potenziare le linee vaccinali e i percorsi che porteranno le immunizzazioni dalle attuali 1.800 fino alle 5 mila quotidiane. “Nel fine settimana di Pasqua saranno circa 700 al giorno i volontari della Protezione Civile impegnati presso i centri vaccinali dislocati sul territorio regionale”, spiega l’assessore regionale alla Protezione civile, Pietro Foroni.  “Il sistema di vaccinazione lombardo  sta funzionando e questo anche grazie all’impegno capillare e costante dei volontari della Protezione civile impiegati presso i centri vaccinali che gratuitamente dedicano il loro tempo alla collettività anche nei giorni pasquali. Un valore aggiunto per cui non possiamo che ringraziare le persone coinvolte e alle quali va tutto il nostro sostegno”. 

Alla presenza di Fontana e del ministro Guerini, è entrato in funzione questa mattina il nuovo Centro vaccinale di Varese montato dall’esercito italiano, con  Protezione Civile, Ats Insubria, Asst Settelaghi e Comune di Varese, che a pieno regime ospiterà oltre 2.500 persone al giorno e sarà il punto di riferimento per le vaccinazioni del capoluogo varesino e dei comuni vicini. Da oggi, e per le prime settimane, nelle tensostrutture da 20 linee ciascuna saranno vaccinate le persone over 80, per poi passare, a partire dal 12 aprile, alla campagna che coinvolgerà gradualmente tutta la popolazione del territorio. Indicativamente si parla di circa 300 mila cittadini che riceveranno il vaccino tra il centro di Varese e quello di Rancio Valcuvia. In questo territorio i sei centri vaccinali ospedalieri (due all’Ospedale di Circolo e gli altri a Tradate, Angera, Cittiglio e Luino) con l’équipe itinerante hanno fatto oltre 70 mila vaccinazioni i tre mesi.

Confusione e proteste dopo il tweet dell’Assessora Moratti

Intanto sta scatenando nuovi problemi a catena l’annuncio dell’assessora al Welfare Letizia Morati, vicepresidente della Regione, che ha detto a tutti gli over 80 che ancora non hanno ottenuto l’appuntamento per la prima dose di presentarsi spontaneamente al centro vaccinale più vicino con la sola tessera sanitaria. Nel suo tweet di ieri pomeriggio Moratti aveva scritto addirittura che l’invito era rivolto anche a chi non si era prenotato sul portale di Aria, dove sono iscritti già 600 ila dei 726 mila over 80. E dove le iscrizioni continuano ad arrivare al ritmo di mille al giorno. Non solo: Moratti aveva scritto che anche chi non si può alzare dal letto, avrebbe solo dovuto chiamare il medico di base per avere il siero a casa entro l’11.

L’annuncio dell’assessora ha da una parte gettato nel panico gli operatori sanitari che gesticono i centri vaccinali che dal 7 all’11 potrebbero quindi essere presi d’assalto, magari senza avere le dosi per fare le iniezioni. Dall’altra i cittadini hanno sommerso di telefonate il call center regionale per avere informazioni. Moratti aveva scritto di telefonare lì per avere anche il siero a domicilio. E molti hanno verificato che dal call center arrivano risposte opposte a quello che ha promesso l’assessora al Welfare. Le proteste sul web sono già molte. “Non è vero! Il N.verde dice che loro degli anziani non deambulanti non se ne occupano! Anche il medico di base non se ne occupa. Posso avere informazioni chiare? È dal 2 marzo che mio padre si è registrato! “, scrive un cittadino rispondendo al tweet della Moratti. E un’altra: “Ma allora io posso portare mia mamma che abita in centro a Milano al Policlinico, invece che a Pieve Emanuele come ci ha dato appuntamento la Regione”. Ovviamente la risposta di Ats è stata no.

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