Lombardia in zona rossa: fino a quando e le regole su seconde case, spostamenti, negozi

Da lunedì 15 marzo la Lombardia, assieme ad altre sette regioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Piemonte, Puglia e Veneto) e alla provincia autonoma di Trento passa in zona rossa, dove già stazionano Campania e Molise. E ci rimarrà almeno fino al 28 marzo (le ordinanze del ministero della Salute valgono due settimane), mentre sicuramente «rossi» saranno i giorni di Sabato Santo, Pasqua e Pasquetta (3, 4 e 5 aprile).

La Regione arriva senza sorprese al suo 16° cambio di colore nei cinque mesi del meccanismo italiano «a semaforo». Non solo per la sua stazionaria posizione in vetta alla classifica regionale dei territori più colpiti per variazione quotidiana di contagi e decessi. Lo dicono i trend, le curve, i numeri che da settimane allarmano la comunità scientifica e chiunque abbia voglia di guardarli con attenzione. I lombardi arrivano alla vigilia della zona rossa con un’occupazione dei letti in terapia intensiva ben al di sopra della soglia critica del 30%: siamo al 50,4%, oltre la metà, con 714 posti occupati su 1.416 disponibili. Salutano l’arancione scuro con una progressione di nuovi casi quotidiani in aumento del 155% rispetto a quattro settimane fa. E con la soglia dei 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti ampiamente superata: a quota 327, in aumento del 7% rispetto alla settimana precedente.

Ecco che cosa succede da lunedì e che cosa cambia per la vita quotidiana di milanesi e lombardi con le nuove regole, in particolare l’autocertificazione necessaria per qualsiasi spostamento.

Le scuole

Chiudono le scuole di ogni ordine e grado, anche quelle dell’infanzia e gli asili nido. Si fa lezione, dalle elementari in su, solo con la didattica a distanza. Possono frequentare in presenza, chiarisce una nota del ministero dell’Istruzione, gli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali (Bes) e i loro docenti con un gruppetto di compagni di classe a rotazione.

Gli spostamenti

È vietato uscire dal proprio Comune, tranne che per motivi di lavoro, salute e urgenza (da attestare nell’autocertificazione). La stessa regola vale per il movimento all’interno del proprio Comune: per uscire di casa è sempre necessaria l’autocertificazione che attesti che ci si sta muovendo solo per ragioni di lavoro, salute, urgenza o necessità. Resta sempre consentito il ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione. Rimane il coprifuoco dalle 22 alle 5. Resta vietato lo spostamento tra Regioni.

Le seconde case

A differenza di quanto consentito finora nella Lombardia in zona arancione rafforzato, andare nelle proprie seconde case è consentito, anche in un’altra Regione e anche in zona rossa. Ma a certe condizioni: lo spostamento è consentito solo al nucleo familiare e a patto che la seconda casa non sia già abitata da altre persone. Occorre, inoltre, dimostrare di essere proprietari o affittuari di tali case da una data anteriore al 14 gennaio 2021.

Le visite a parenti o amici

Non sono consentite le visite in casa di amici o parenti. Ci sarà una deroga «pasquale» per i giorni 3, 4 e 5 aprile, così com’è stato per le festività natalizie: una sola volta al giorno due adulti e minori di 14 anni potranno fare visita ad amici o parenti all’interno della Regione. Lo spostamento dovrà avvenire tra le 5 e le 22 e si potrà andare verso una sola abitazione privata abitata.

I negozi

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sulla base dei codici Ateco non possono lavorare i negozi di abbigliamento, di calzature e le gioiellerie. Ma c’è una lista di 29 attività di commercio al dettaglio che possono restare aperte perché vendono articoli considerati essenziali: dalle librerie ai negozi di articoli sportivi, dalle edicole ai negozi di telefonia ed elettrodomestici, dai negozi di vestiti per bambini ai giocattolai, dai negozi di intimo ai vivai (qui l’elenco completo dei negozi che possono restare aperti da lunedì). Indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, sono chiusi anche i mercati, salvo le attività di vendita di alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici.

Parrucchieri e centri estetici

A differenza di quanto accadeva con l’arancione scuro, in zona rossa sono chiusi parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Bar e ristoranti

Come già in zona arancione, bar e ristoranti restano chiusi al pubblico. Restano consentiti però l’attività di consegna a domicilio e l’asporto fino alle 22 (per i bar l’asporto è consentito fino alle 18). È vietato consumare sul posto o nelle adiacenze del locale.

Sport e attività motoria

Restano sospese le attività di piscine e palestre, anche all’aperto. È consentito svolgere l’attività sportiva solo all’interno del territorio comunale, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all’aperto, a distanza di 2 metri. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bici), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. L’attività motoria, come la semplice passeggiata, può essere fatta solo nei pressi della propria abitazione e da soli, a meno che non sia con figli minori, persone non autosufficienti e animali domestici.

Funzioni religiose

L’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, o altri luoghi di culto che si trovino sul percorso quando ci si sposta per lavoro o necessità. È «consentito partecipare alle funzioni religiose, nei limiti e nel rispetto degli specifici protocolli».

14 marzo 2021 | 17:11

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