Coronavirus in Lombardia, otto province da zona rossa: stretta annunciata per la Lombardia

La Lombardia si tinge di rosso. Il Covid 19 non frena la sua corsa e le sue varianti contribuiscono ad accelerare i tempi delle decisioni del governo. Per far scattare le nuove restrizioni, questa volta, potrebbe non essere necessario aspettare la Cabina di regia di domani. Oggi, governo e Regioni potrebbero decidere di aggiornare i criteri che determinano il cambio dei colori. In questo caso, il passaggio al rosso di tutto il territorio regionale potrebbe partire già dalla mezzanotte di domani. Invece di lunedì, quando di norma entrano in vigore le ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza. Per blindare il fine settimana con i relativi rischi di affollamento nelle zone della movida e per le vie dello shopping. La differenza principale tra la zona rossa e quella arancione rafforzato già in vigore infatti sta non solo nel blocco della circolazione anche all’interno dei comuni, salvo i casi si necessità, ma nella chiusura dei negozi. Tranne quelli che vendono prodotti di prima necessità.

Questo almeno sarebbe l’orientamento del ministero della Salute, dopo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. La scelta sarà se cercare di giocare di anticipo e per la prima volta decidere in base ai dati più recenti o basarsi su quelli inviati ieri sera dai tecnici della Regione, che però, si riferiscono a due settimane fa. Con i nuovi parametri, le restrizioni scatterebbero subito.

I numeri che il Comitato degli indicatori ha fornito ieri sera al governatore Attilio Fontana non lascerebbero il minimo dubbio. In otto province, il numero di casi che ha superato il parametro dei 250 contagi per 100 mila abitanti che fa scattare la zona rossa è una drammatica realtà. Si tratta di Brescia, Como, Cremona, Lecco, Monza. Ma anche Milano, Mantova e Pavia. Nelle altre province sono stati rilevati più di 200 casi ogni 100 mila abitanti. A Brescia, il valore è schizzato addirittura a 550. Tanto che la media regionale è balzata a 310 casi per 100 mila abitanti. Quanto basterebbe per trasformare l’attuale arancione scuro in rosso fuoco. Senza contare che nell’ultima settimana i letti occupati nelle Terapie intensive sono aumentati del 40 per cento. Stesso discorso per i posti negli altri reparti.

Una situazione che a Brescia rischia di provocare il collasso negli ospedali e li sta mettendo a dura prova anche in diverse altre province. Il bollettino quotidiano sull’andamento dell’epidemia non fa che confermare il quadro in peggioramento. I nuovi contagi sono stati 4.422. Di cui 1.191 nell’hinterland e 549 in città. Situazione sempre difficile anche a Brescia dove i nuovi positivi ieri sono stati 1.080. Salgono ancora i letti occupati nelle Terapie intensive, ieri 6, e quelli negli altri reparti,168. Settanta i decessi nell’ultimo giorno.

“C’è una forte preoccupazione, ma la capacità di risposta è soddisfacente – ammette il direttore generale del Welfare Giovanni Pavesi che ieri ha fatto il punto della situazione nella commissione Sanità del Pirellone – . L’unica risposta è quella di crescere nella quota di popolazione vaccinata”.

Una campagna di vaccinazione che però continua a procedere a rilento. Ieri, sono state somministrate quasi 29 mila dosi, ma finora la Lombardia ha vaccinato solo il 19 per cento degli over 80 mentre le altre Regioni hanno già superato il 40. “Il virus corre, ma noi dobbiamo essere più veloci” scandisce la vicegovernatrice e assessora regionale al Welfare, Letizia Moratti. Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti osserva che “continua ad esserci una grande confusione rispetto alle priorità e il sistema di prenotazione mostra ancora grosse falle e non si sa ancora quando verrà attivato quello nuovo”.

Dalla prossima settimana, inizierà la somministrazione delle dosi ai pazienti “fragili” ospitati nei i reparti degli ospedali. Si tratta di circa 350 mila persone. Il dg Pavesi spiega: “Abbiamo deciso di vaccinarle all’interno delle strutture ospedaliere affidandoci ai reparti dove sono in carico per una questione di sicurezza e di protezione”.

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