Covid, l’appello degli operatori sanitari: «I nostri figli devono andare a scuola in presenza»

«Siamo medici, operatori sanitari e soprattutto genitori che lavorano presso alcune aziende ospedaliere della Regione Lombardia. Vorremmo portare alla vostra attenzione la situazione di difficoltà e di abbandono in cui nuovamente, dopo un lungo anno di battaglie e di abnegazione, ci troviamo a vivere». Inizia così la lettera aperta che in queste ore sta raccogliendo centinaia di firme. L’appello è indirizzato al ministero della Salute e a quello dell’Istruzione, al presidente della Regione Lombardia, all’assessorato Welfare, al sindaco di Milano Beppe Sala.

Cosa chiedono questi genitori? Di poter mandare i loro figli a scuola anche quando le norme anti-Covid prevedono la didattica a distanza, come per la zona arancione rafforzato in Lombardia. In una nota inviata dal ministero dell’Istruzione il 4 marzo si dava l’ok alla frequenza in classe dei figli di chi lavora nei servizi essenziali, come appunto medici e infermieri. E così sulle scrivanie dei presidi – spetta comunque a loro decidere il diritto di accesso a scuola, su domanda dei genitori – erano arrivate migliaia di richieste. Poi, la marcia indietro. Una nuova nota del 7 spiega che al momento non è previsto dalla legge né dal Dpcm un elenco di lavoratori essenziali . La regola della presenza va quindi interpretata in modo restrittivo. Il diritto di andare comunque a scuola in questi giorni per ora riguarda soltanto gli studenti con disabilità, con bisogni educativi speciali e di quegli studenti che hanno diritto all’accesso ai laboratori negli istituti tecnici e professionali.

Ma gli operatori sanitari lombardi chiedono di rivedere di nuovo la decisione. «Pur ritenendo che in una società civile il diritto/dovere all’istruzione e all’educazione sia una priorità per chiunque, non vogliamo entrare nel merito della decisione di sospendere le attività scolastiche in presenza – scrivono -. Tuttavia, consapevoli dei problemi e delle difficoltà che questo comporta per le famiglie tutte, ci preme sottolineare che l’intempestiva revoca della possibilità di rientro a scuola per i nostri figli mette a rischio, in un momento nuovamente così delicato come quello che stiamo vivendo, la nostra presenza continuativa sul campo, come operatori sanitari impegnati in prima linea. Pertanto domandiamo che venga riconsiderata la possibilità di far accedere alla didattica in presenza i figli del personale sanitario che presta servizio nella gestione dell’epidemia Covid, come inizialmente deciso». La raccolta firme si chiuderà domani. Poi la lettera verrà inviata alle istituzioni interessate.

10 marzo 2021 | 12:15

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