L’azienda della Bergamasca ottiene un milione di finanziamenti per l’emergenza Covid: ma aveva tre interdittive antimafia

Nel giugno 2019 e nell’ottobre 2020 aveva ricevuto tre interdittive antimafia emesse dal prefetto di Bergamo: nonostante questo, un’azienda di Azzano San Paolo (Bergamo) aveva comunque chiesto e ottenuto un milione e 150 mila euro di finanziamento dal Fondo di garanzia per le piccole e medie Imprese e per il sostegno dell’economia a causa dell’emergenza Covid-19. In totale l’azienda aveva avanzato cinque richieste a due istituti di credito per un ammontare complessivo pari a 6 milioni e 700 mila euro: di queste tre sono state inizialmente concesse e poi revocate a seguito dell’istruttoria della banca stessa, due invece sono state accolte.

La Guardia di finanza, coordinata dalla procura di Bergamo, ha provveduto a disporre un sequestro pari a 895 mila euro in beni della società, già concretizzato in parte con il sequestro sui conti correnti della società di 500 mila euro e di un immobile del valore di 160 mila euro. Il sequestro è stato disposto dal gip di Bergamo Maria Luisa Mazzola, su richiesta del pm Silvia Marchina.

Il legale rappresentante della società, un trentenne bergamasco, è stato denunciato a piede libero: è accusato del reato tentato e consumato di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. L’assenza di interdittive antimafia è infatti requisito indispensabile per ottenere fondi statali, ma l’uomo aveva omesso di indicare nella documentazione collegata alle domande che la società era stata destinataria delle interdittive antimafia.

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