Vaccini, Regione Lombardia contattata da mediatori del mercato parallelo: Moratti consegnerà documenti in procura

Anche Regione Lombardia si muove sulla vicenda del presunto mercato parallelo dei vaccini anti-Covid e si rivolge alla procura di Milano. E’ atteso per settimana prossima il deposito di alcuni documenti che attesterebbero che la direzione generale del Welfare è stata contatta da mediatori che avrebbero fatto proposte via e-mail a cui a cui però, è stato riferito, mai è stata data risposta. Una vicenda simile a quella già denunciata da altri presidenti di regioni.

Da quanto si è saputo la documentazione verrà consegnata al procuratore aggiunto Eugenio Fusco che coordina le indagini per frode in commercio con le pm Maura Ripamonti e Bianca Maria Eugenia Baj Macario. I vertici del Pirellone hanno deciso di non procedere con un esposto ma di depositare i documenti nell’ambito di una inchiesta già aperta. Tra questi dovrebbe esserci anche una lettera inviata la scorsa settimana dall’assessore alla sanità Letizia Moratti al commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, per segnalare l’episodio e per ribadire che la Lombardia non si rivolge ad alcun presunto mercato parallelo.

In merito alle notizie secondo le quali presunti mediatori si sarebbero rivolti alla Regione Lombardia per offrire vaccini anti-Covid, l’assessorato al Welfare precisa che “acquisti tramite canali alternativi non sono mai stati percorsi dalla stessa Regione”. “Le offerte di vaccini che sono pervenute a Regione Lombardia – precisa la nota – sono state prontamente segnalate al Commissario Governativo, ai Carabinieri del Nas e ad Aifa ed è stato aperto un canale diretto tra l’assessorato al Welfare e l’ufficio europeo per la lotta antifrode della Commissione Europea”.

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