Lombardia zona arancione? Fontana spera di evitarla, ma l’Rt nella zona di Milano è sopra l’1

Non ci si sbilancia a Palazzo Lombardia, ma la speranza è tanta, e i fattori che confermerebbero la Regione in zona gialla chiari: un indice Rt inferiore a 1 e uno scenario a rischio moderato. Questi i dati che ieri la Regione ha confermato a Roma: oggi i tecnici del Cts riapriranno il dossier Lombardia e decideranno se la sfumatura regionale virerà all’arancione o se i lombardi potranno rimanere nella zona più «confortevole». In un contesto, occorre ricordarlo, di grande incertezza nazionale, col governo che potrebbe presto rivedere i parametri e il metodo di classificazione dei territori, e le varianti con annessi focolai in tutta Italia che fanno paura.

Il nuovo premier Mario Draghi, insieme ai ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari regionali Mariastella Gelmini potrebbero presto, infatti, anche valutare l’ipotesi di effettuare modifiche al sistema di divisione per fasce di colore per rendere più attuali i dati trasmessi. Giovedì è giorno di attesa: col nuovo monitoraggio della cabina di regia oggi la Lombardia saprà se dovrà adattarsi a ulteriori restrizioni. Da Palazzo Lombardia, se si riflette che indice Rt e scenario farebbero mantenere la Regione in zona gialla, ci si interroga su come verranno interpretate le quattro fasce rosse imposte mercoledì nei quattro Comuni interessati dai focolai di variante inglese e scozzese. Da un lato, proprio l’aver «chiuso» i Comuni focolaio con l’adozione della fascia rossa potrebbe essere interpretato in modo positivo, come misura restrittiva già adottata per contenere il virus, a favore quindi del mantenimento in zona gialla. Dall’altro si fa strada anche l’ipotesi di estendere la fascia rossa ai Comuni limitrofi ai focolai.

Il governatore Attilio Fontana dalla cabina di regia riunita oggi si aspetta una conferma: «A me sembra che la Lombardia possa rimanere in zona gialla», ha detto il presidente a Telelombardia. Ma, insieme alle varianti, ci sono segnali che vanno nella direzione opposta: l’indice Rt registrato nella provincia di Milano è da giorni superiore a 1 (ieri a 1.10) e anche l’analisi effettuata dal Politecnico di Milano rivela che «per il settimo giorno consecutivo l’Rt è maggiore a 1» (ieri a 1,08).

Fontana è tornato anche sulla vicenda della zona rossa per errore e ha ribadito che i numeri forniti dalla Lombardia «sono sempre stati giusti: erano altri i problemi». E sui criteri che fanno fluttuare le Regioni da un colore all’altro, ha detto: «Invece che continuamente passare da un momento di assoluta libertà che determina un peggioramento della situazione a una situazione di completa chiusura dove i contagi diminuiscono, credo che sia necessario trovare una via mediana. Si dovrebbe trovare un equilibrio tale per cui tra libertà e parziali limitazioni si possa continuare a vivere allo stesso modo». Alle attività che possono riaprire «bisogna dare la garanzia che possano svolgerle non per due settimane ma almeno per due mesi, tre mesi, in modo che si possa fare anche una programmazione. Al Governo chiedo un passo in più, va superato lo schema dei colori».

19 febbraio 2021 | 07:38

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