Covid in Lombardia, nuovi focolai e contagi in aumento: rebus varianti sulla zona gialla

La road map porta dritto a domani. Quando i tecnici del Cts riapriranno il dossier Lombardia riveduto e corretto con i dati della settimana scorsa e si capirà il nuovo colore del semaforo. Se il limbo delle ultime due settimane resterà abbastanza giallo da garantire di rimanerci. La bozza con i nuovi dati è arrivata ieri notte sui tavoli del Pirellone: racconta di uno scenario a rischio moderato, ma con un Rt ancora (di poco) sotto l’1. Indicatori che verranno analizzati attentamente dal Cts, ma che per ora lasciano pensare a una conferma in fascia gialla.

In una settimana caratterizzata da un aumento medio dei casi da 11.946 a 13.714. E con l’incognita dei focolai e la minaccia delle varianti che resta neanche troppo sullo sfondo a complicare le previsioni. Per questo dopo aver firmato l’ordinanza che prevede le quattro zone rosse nei comuni di Bollate, Castrezzato, Mede eViggiù (attualmente non ci sarebbero altre zone a rischio isolamento), il governatore Attilio Fontana aspetta la conferma della cabina di regia: «Spero che non si debba ritornare in arancione. Ormai però è un dato acquisito che con le chiusure i dati migliorano e con le aperture peggiorano».

Già da qualche giorno, ai piani alti del Pirellone, si consolidava la sensazione di scongiurare il passaggio a misure più restrittive, che implicherebbe intanto una nuova serrata di massa per bar e ristoranti, per citare il fronte più caldo. Una categoria stanca di rimanere appesa alle virgole di un decimale. La considerazione che viene fatta è che l’Rt è un parametro solitamente più suscettibile nel caso di grandi variazioni. Nell’ultima settimana di riferimento, la Lombardia ha registrato un aumento di casi, ma su una base più alta e tendenzialmente lineare. Motivo per cui lo scossone potrebbe non esserci, garantendo un ulteriore purgatorio in giallo. Alcuni segnali vanno nell’altra direzione: nella provincia di Milano, ultimamente con valori più bassi del resto della Regione, l’Rt da qualche giorno si attesta a 1,08. A sentire il Politecnico, che da mesi calcola, raramente sbagliando, la stima dell’Rt, la Lombardia sarebbe a quota 1,04.

Notizie confortanti arrivano anche dal fronte scuola, inevitabile termometro del contagio sul territorio. Lo dimostrano i tre focolai di «inglese» a Bollate che hanno generato il domino delle piccole zone rosse. Dopo una crescita registrata per tre settimane consecutive, praticamente dall’inizio del nuovo anno, il dato dei casi settimanali si è stabilizzato: dai 198 tra l’11 e il 17 gennaio, ai 239 di quella successiva, ai 363 di fine gennaio fino ai 416 della prima di febbraio, l’ultima rilevazione, chiusa domenica, registra 412 casi. Resta invece più caldo il fronte della caccia alle varianti. Ieri il consulente del governatore Fontana, Guido Bertolaso ha annunciato la scoperta di un nuovo ceppo in un paio di comuni della provincia di Varese: «La variante delle varianti, ci stiamo chiedendo che misure prendere», ha detto.

La variante scozzese è stata identificata dall’Asst Sette Laghi. Sarebbe comparsa in Italia in modo sporadico a partire da ottobre 2020. Secondo l’Ats Insubria, in base ai dati ad oggi disponibili, appare piuttosto simile al virus originale, in termini di virulenza e di diffusione. «La rete di laboratori lombarda per il sequenziamento è già stata potenziata: sono otto i poli ora coinvolti in questa attività — spiega Fausto Baldanti, alla guida del laboratorio di Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia —. Già il 3 e 4 febbraio sono state fatte analisi, coordinate dall’Iss, per verificare la circolazione delle varianti in Lombardia. L’indagine verrà ripetuta sui tamponi di oggi, per capire se è aumentata la diffusione delle mutazioni».

A seguire l’andamento dei casi, la crescita più monitorata è quella nella zona di Brescia: «Tra la popolazione generale i numeri crescono — spiega Alessia Melegaro, docente della Bocconi, che fa parte della Commissione indicatori Covid-19 della Regione — ma stratificandoli per categorie si vede che i contagi non aumentano tra personale sanitario e ospiti delle Rsa. Segno che i vaccini somministrati sono protettivi. Una nota positiva e rassicurante». Commissione impegnata anche a misurare l’impatto delle misure dei quattro comuni in lockdown: «Sono zone in cui le catene di trasmissione del virus sono molto chiare, si è cercato di ridurre le interazioni tra le persone e anche con il resto della Lombardia per rallentare i contagi».

18 febbraio 2021 | 07:48

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