Covid in Lombardia, ore 13: via al click-day degli anziani. «Niente fretta: vaccineremo tutti»

Più siamo e prima vinciamo. Lo slogan della Regione vorrebbe diventare un programma. E se il risultato della partita dipendesse dal contatore di chiamate che negli ultimi due giorni hanno battezzato il numero per ricevere informazioni sul vaccino, sarebbe un trionfo. Quasi 30 mila già sabato, per dare una proporzione dell’attesa. Oggi la campagna dedicata alla fascia più anziana e quindi fragile della popolazione entra nel vivo in Lombardia. Dalle 13 si potrà chiedere ufficialmente il vaccino e quindi aspettare l’appuntamento con l’immunizzazione. «Dico ai nostri anziani di stare tranquilli: li vaccineremo tutti, non serve che si facciano prendere dalla fretta», dice l’assessore al Welfare Letizia Moratti. Un caos per ora calmo, ma la prova di tenuta del sistema, che per la prima volta esce dal meccanismo «interno» della fase 1 degli operatori sanitari che si vaccinano tra di loro, sarà proprio tra oggi e giovedì, quando inizieranno le vaccinazioni degli over 80. «Come tutti i V-Day ci vorrà pazienza, ma il sistema è pensato oltre che per gestire i picchi anche per risolvere eventuali code», spiega il commissario per la campagna vaccinale lombarda Giacomo Lucchini.

Con la fase 1 in dirittura d’arrivo, 343 mila persone, con un adesione del 93 per cento, e l’aggiunta del resto del personale sanitario dell’1-bis (107.425 aderenti) si apre la partita dei 726 mila over 80 stimati per la fase 1-ter. Con i vaccini di Moderna che viaggeranno a domicilio per gli anziani che non possono muoversi da casa (circa il 10 per cento) e quelli di Pfizer che verranno somministrati negli ospedali. Ultimi preparativi in corso nei tre (dei circa 200) grandi poli: Niguarda che utilizzerà il padiglione di via Ippocrate, Policlinico, che oltre al suo centro vaccinale sfrutterà gli spazi della Fiera e i Santi Paolo e Carlo che con l’aiuto dell’esercito vaccineranno all’ospedale militare di Baggio. «Chi non può muoversi da casa, perché bloccato a letto o in condizioni di grave infermità o invalidità, potrà rivolgersi direttamente, o attraverso un familiare, al proprio medico di base», spiegano dalla Regione. Un’opzione che preoccupa e non poco i medici di famiglia che temono un altro «effetto tamponi». E qui la memoria torna ai momenti più caotici del contagio tra ottobre e novembre, quando la seconda ondata colpì violentemente nel Milanese e toccò ai medici gestire il flusso dei pazienti da inviare a fare il tampone. «Non riusciamo più a curare la gente schiacciati da un lavoro amministrativo», il loro grido di protesta. Anche ora temono di essere risucchiati nel calderone organizzativo come centralinisti.

Anche ieri il numero verde 800.89.45.45, dove sono impiegati 430 addetti, è stato bombardato: «Stiamo gestendo migliaia di chiamate con centinaia di operatori», avvisa il nastro per dare idea del volume. E da oggi inizierà a formarsi l’agenda: con il filtro di medici di famiglia e farmacie: basterà presentarsi con tessera sanitaria e lasciare un numero di cellulare o telefono fisso per ricevere l’appuntamento. Oppure ci si potrà registrare direttamente sul portale vaccinazionicovid.servizirl.it. Entro 48 ore la prenotazione dovrebbe essere operativa. Ogni lasciata (per ora) è persa: per non complicarsi ulteriormente le cose, non si potrà modificare l’appuntamento assegnato, in termini di data, orario e di location. Nella speranza che non si riveli un autogol in termini di adesioni.

Sempre secondo le previsioni di consegna e quindi con un segno della croce compreso, sperando che non si ripetano tagli e ritardi di qualche settimana fa, si dovrebbe garantire a tutti gli over 80 la prima dose entro fine marzo. La seconda avverrà 21 giorni dopo e l’appuntamento verrà messo nel taschino della persona appena terminata la prima somministrazione. Sabato sono arrivate 49 mila dosi di AstraZeneca, che ne aggiungerà 91 mila fra 5 giorni. Oggi arriveranno nuove 100 mila dosi di Pfizer, che sta (leggermente) aumentando i quantitativi. Mentre Moderna, che ieri ne ha consegnate 22 mila, ha annunciato che settimana prossima ne manderà 40 mila, la metà del previsto. Poi la fase 2 proseguirà con circa un milione di persone che soffrono di altre patologie e quelle impegnati in servizi essenziali: con gli under 55 che riceveranno le dosi di AstraZeneca e gli altri che faranno quello di Pfizer. Anche qui il ritmo sarà influenzato dai tempi delle consegne delle dosi. Ma non esistono alternative: bisogna fare in fretta.

15 febbraio 2021 | 07:39

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