Galleria, la gara per gli spazi vuoti: dal Cobianchi alla sala Orologio

Dai sotterranei alla terrazza, passando per il Cobianchi e la Sala dell’Orologio. Nonostante la crisi, non c’è angolo della Galleria, fosse anche quello più remoto, che sfugge all’interesse degli investitori. A ulteriore dimostrazione che il salotto della città è un’autentica gallina dalle uova d’oro per le casse del Comune c’è la delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta di Palazzo Marino che dà il via a un avviso pubblico per la concessione di spazi da lungo tempo chiusi, inutilizzati o degradati ma che hanno suscitato ugualmente l’attenzione da parte di soggetti — alcuni noti e già presenti in Galleria — come Savini e Feltrinelli, altri «secretati» fino al lancio della gara. «Intendiamo procedere nel percorso di valorizzazione economica della Galleria e abbiamo individuato alcune unità vuote da tempo e da riportare all’utilizzo per il completo rilancio del complesso immobiliare — dice l’assessore al Demanio, Roberto Tasca —. Dopo un anno difficile per tutte le attività commerciali e imprenditoriali intendiamo ripartire con i bandi, che saranno numerosi e sui quali abbiamo segnali importanti di un interesse che segnala una ripresa».

La sala dell’Orologio

Il progetto più suggestivo riguarda la riqualificazione e la riapertura al pubblico della storica sala dell’Orologio(da dove venivano sincronizzati tutti gli orologi pubblici della città) ma anche l’accessibilità a tutti i percorsi panoramici denominati highline Galleria e alla terrazza con affaccio su piazza del Duomo per una superficie di 1.860 metri quadrati. Nel progetto è prevista anche la costruzione di un ascensore (non visibile da piazza del Duomo). Il canone per la base d’asta è di 490mila euro annui a cui si devono aggiungere i costi di riqualificazione degli spazi oltre la possibilità per il Comune di utilizzare la sala per 50 giorni l’anno.

Il Cobianchi

L’ex albergo diurno è l’altro spazio storico che ha subito vicende altalenanti. Chiuso nel 1999, riapre in occasione di Expo nel 2015, successivamente viene affidato a un’associazione culturale ma poco tempo dopo chiude i battenti con strascichi legali risolti a favore del Comune. La proposta arrivata a Palazzo Marino prevede la realizzazione di opere di riqualificazione oltre a quelle necessarie per il recupero e la conservazione dell’arredo storico vincolato. C’è anche da risolvere un altro problema, ossia il cattivo odore a causa dell’impianto fognario la cui portata non è ̀ sufficiente a convogliare adeguatamente gli scarichi. C’è anche un problema di infiltrazioni. Quando piove gli spazi si allagano. Il canone per i 1.096 metri dei bagni e per i negozi che affacciano su piazza del Duomo è di 200mila euro l’anno. Anche in questo caso si procederà con la gara.

Feltrinelli

Arriva a conclusione anche un’altra vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti Comune e libreria per il rinnovo della concessione. Gli spazi sono stati oggetto di due gare andate deserte perché Feltrinelli, unico partecipante, ha presentato un’offerta economica inferiore al valore posto a base d’asta. Il mancato rinnovo della concessione, nonché l’impossibilità di procedere all’assegnazione alla libreria ha dato vita a un lungo contenzioso. Adesso sembra si sia trovata la soluzione. Feltrinelli rinuncia circa 300 metri quadrati dei 1.461 che ha a disposizione, riqualifica gli spazi, realizza e gestisce il progetto «Milano per tutti» che consiste nella realizzazione dell’Urban center e del Welcome Desk cittadino. Il canone annuo è valutato in 278mila euro oltre ai servizi per la cittadinanza di 395mila euro annui e investimenti per 56.292 euro. Se la proposta dovesse andare in porto Feltrinelli rinuncerebbe al contenzioso e il Comune procederebbe con l’affidamento diretto.

Savini

L’operazione Savini è strettamente collegata all’operazione Feltrinelli, perché parte degli spazi lasciati liberi dalla libreria andrebbero proprio al ristorante. Per la precisione 149 metri del piano interrato destinati a diventare un nuovo spazio d’intrattenimento destinati al cabaret e alla musica stile «Vecchia Milano». Il progetto prevede anche la riqualificazione di 200 metri quadrati già utilizzati dal Savini per ampliare l’attività ricettiva. L’investimento del Savini è stimato in 930mila euro. In più, il ristorante mette gli spazi a disposizione del Comune per 12 giorni comprensivi di un coffe break per 100 persone. Anche in questo caso, il Comune ritiene percorribile il rinnovo diretto.

La foresteria

Tra le proposte c’è anche quella di chi vorrebbe affittare 376 metri al quarto piano di via Pellico 6 (gli spazi ex Rosso) per realizzare una foresteria «da destinare ai dipendenti dell’attività del soggetto richiedente selezionati nell’ambito di un progetto a sostegno della professione». Solo di riqualificazione la spesa è quantificata in 500mila euro, mentre il canone si dovrebbe aggirare sui 40mila euro oltre a mettere a disposizione del Comune una sala eventi per 12 giorni con un catering per 100 persone. Anche per questi spazi si procederà con la gara.

13 febbraio 2021 | 07:11

© RIPRODUZIONE RISERVATA

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #corriereit https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_febbraio_13/galleria-gara-gli-spazi-vuoti-cobianchi-sala-orologio-189a494e-6d7e-11eb-9243-a33dd4e4072e.shtml

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.