Neve a Milano, un altro cane morto folgorato dalla corrente elettrica vicino a un tombino

Un altro cane morto folgorato, per la corrente fuoriuscita da un tombino. Il suo padrone, uno studente di 20 anni, è stato a sua volta colpito dalla scarica e i sanitari gli hanno prescritto una notte in osservazione, al Policlinico. Il nuovo episodio – dopo quelli avvenuti tra lunedì e martedì a Bareggio, Cesano Boscone e Como e costati la vita a tre cani – è successo mercoledì attorno alle 17, a Milano, alle colonne di San Lorenzo. A perdere la vita è stato Kaos, un Lagotto romagnolo di 8 mesi. La polizia locale è intervenuta e ha isolato la zona. Camminando, il cagnolino aveva posato le zampe sull’asfalto umido, nei pressi di un tombino. Esattamente come negli altri tre casi, che hanno portato alla morte di un pastore tedesco, un levriero e un Beagle. Un quarto cane è rimasto ferito, ma è sopravvissuto.

La folgorazione avviene a causa di un fenomeno che si verifica, a volte, a seguito delle nevicate: neve e ghiaccio finiscono all’interno dei tombini, formando così un «effetto ponte». La neve fa da conduttore, l’elettricità esce dal pozzetto. Così, i cani, passando sopra il manto stradale bagnato vicino al tombino, vengono colpiti da una violenta scarica che può provocarne la morte.

«Stavo passeggiando con una mia amica, alle Colonne di San Lorenzo, con Kaos al guinzaglio. A un certo punto lui ha cominciato a guaire in modo straziante. Pensavo si fosse ferito, magari per un coccio di vetro, ma era impossibile calmarlo: per il dolore e la disperazione mi ha perfino morso più volte. Poi si è accasciato e non respirava più» racconta lo studente. Vedendo la scena, tanta gente si è a prestare aiuto. Qualcuno ha provato a rianimarlo, un uomo ha chiamato un taxi, altri hanno avvertito una vicina clinica veterinaria, altri ancora il 112. «Nonostante l’emergenza, però, il taxi però si è rifiutato di portare il cane, allora in clinica siamo andati di corsa io e un’altra signora. Mentre lo tenevo in braccio, sentivo ancora le scariche di corrente».

I veterinari hanno tentato di rianimare Kaos, ma inutilmente: la corrente lo aveva portato alla morte cerebrale. Lo studente, sotto choc, ha cominciato ad avvertire tachicardia e altri sintomi e ora è in ospedale, dove dovrà restare in osservazione. «Kaos è morto e io sono distrutto, ma ho ancora davanti a me la scena: vicino a noi c’erano dei bimbi che giocavano a rincorrersi, che cosa sarebbe successo se qualcuno di loro fosse caduto e magari con le mani nude avesse toccato l’asfalto bagnato?», si chiede lo studente. La sua famiglia valuterà ora gli estremi di un’eventuale azione legale.

Nel frattempo, Simone Negri, il sindaco di Cesano Boscone – dove martedì si è verificato un episodio simile, che ha portato alla morte di Chloe, un levriero di tre anni, e al ferimento di un altro cane – ha scritto a Enel chiedendo di verificare l’isolamento di tutti i pozzetti sul territorio comunale. «L’episodio adombra pesanti interrogativi rispetto alla sicurezza degli impianti – scrive Negri -. Non possiamo vivere nel dubbio che, nel corso di una camminata, qualcuno di noi o dei nostri amici a quattro zampe possa prendere scosse o rimanere folgorato».

30 dicembre 2020 | 21:53

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