“Siamo uomini o cartoons?”: sulla panchina a Pavia l’installazione per far riflettere sulla povertà

Una sagoma umana di cartone abbandonata sopra un vecchio cappotto e quasi interamente ricoperta da una doppia scritta che recita “Siamo uomini o cartoons?”: è spuntata su una panchina in viale Matteotti a Pavia, suscitando gli sguardi incuriositi, e in qualche caso turbati, dei passanti. Si tratta di un’installazione artistica, o meglio di un “Aforismana” – così l’autrice ha deciso di battezzare le sue opere, nate da combinazioni di immagini e parole – di Barbara Guglielmana, 48enne medico del Pronto soccorso all’ospedale pavese San Matteo e poetessa per passione.


“Tutti i giorni andando al lavoro passo da viale Matteotti e mi imbatto nei senzatetto che trascorrono le notti e parte delle loro giornate su quelle panchine – spiega – Sono da sempre molto attenta al sociale, tant’è vero che sono responsabile dell’ambulatorio per gli stranieri senza permesso di soggiorno, e mi è venuto spontaneo fare una riflessione sul fatto che tutti noi potremmo trovarci per le più diverse circostanze in una simile condizione di fragilità”. Così è nata l’idea dell’opera, che Barbara ha intitolato “Siamo uomini o cartoons?”, ispirandosi alla celebre frase “Siamo uomini o caporali?” di Totò e dandole “una declinazione sociale verso gli ultimi, i poveri e gli emarginati”.


La sagoma in cartone riciclato – “il termine ‘cartoons’ rimanda nello stesso tempo ai cartoni animati e al cartone vero e proprio” – è quella della stessa artista, “realizzata da Teresa, la figlia di Ilaria Francesca Martino, collega e amica che ha documentato l’installazione con le sue fotografie”. Anche il vecchio cappotto su cui la figura era metaforicamente addormentata era suo, ma è sparito poche ore dopo essere stato lasciato sulla panchina, mentre la sagoma è rimasta al suo posto fino a quando Barbara non l’ha rimossa: “L’avrà preso qualcuno che aveva freddo e ne sono felice”.


L’obiettivo della scritta tracciata a caratteri rossi e blu – “a simboleggiare il maschile e il femminile, perché la miseria non ha genere, colore o partito” – è colpire chi la osserva e indurlo a pensare a “un destino universale che ha le sue vicissitudini imprevedibili, come questo tempo del Covid ci sta insegnando. Tutti possiamo immedesimarci nella figura di quel clochard rannicchiato, solo e indifeso di fronte agli sguardi altrui”.
 

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/11/21/news/siamo_uomini_o_cartoons_provocazione_sagoma_panchina_pavia-275255729/?rss

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.