Milano, il giallo di via Lorenteggio: preso l’assassino della donna trovata morta in casa

L’omicidio sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 28 aprile. Il corpo era stato trovato a terra, a pancia in giù, quasi sotto al lavello della cucina. Nessun segno visibile, intorno nessuna macchia di sangue. Le indagini della Sezione omicidi della Squadra mobile milanese sono state complicate dal lockdown, che ha fortemente ritardato gli accertamenti autoptici, prima dei quali non era evidente che la morte fosse dovuta ad un assassinio.

Secondo la ricostruzione della polizia, il 25enne ha incontrato la donna in casa sua per una prestazione a pagamento: non si erano mai visti prima e avevano concordato un appuntamento sul cellulare. Ma qualcosa è andato storto: forse una lite per il pagamento. Dopo una ventina di minuti, il giovane si sarebbe allontanato dallo stabile per tornare a casa a San Giuliano Milanese (Milano). Come si legge in una nota della polizia, «dopo una possibile discussione con la vittima, l’ha soffocata con una stretta al collo che non ha lasciato alcun segno visibile sulla pelle e si è allontanato subito dopo».

Un amico della vittima, il giorno successivo, preoccupato dal fatto che Stefania non rispondesse al telefono è andato a casa sua e l’ha trovata morta. Solo la successiva autopsia ha rilevato «l’anomala rottura bilaterale dei cornetti tiroidei dovuta ad asfissia meccanica da compressione» determinata dallo strangolamento. Da quel momento gli agenti hanno indagato, partendo dai tabulati del cellulare di lei, fino a individuare l’assassino.

18 novembre 2020 | 15:50

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