La politica che non dimentica i disabili, il progetto di Iacopo Melio: “Così possiamo eliminare le barriere”

Ciao Mattia,
alcune settimane fa avevi parlato dell’importanza della presenza di persone disabili in politica. Avevi accennato alla storia di Iacopo Melio, sarebbe importante raccontare una storia come questa. Spero che presto tu possa raccontare la sua storia.

Carmelo
Come promesso, sono riuscito a contattarlo. Iacopo ha una patologia genetica che lo costringe a usare una carrozzina. Prima di entrare in politica, si era fatto conoscere per una lettera dove raccontava in modo ironico le difficoltà che i disabili devono affrontare per prendere un treno: “Il successo di quest’articolo mi ha dimostrato che le ruote per terra aiutano ad ottenere visibilità”. E’ stato il suo desiderio di cambiamento che lo ha portato a candidarsi alle regionali in Toscana, ottenendo grande successo. Considerando che, a causa del virus, la campagna elettorale è stata svolta a distanza, la sua vittoria è un’ulteriore conferma della forza delle sue idee. Uno dei temi che ha molto a cuore è quello della vita indipendente: “Si può vivere la disabilità anche in autonomia. Il pensiero comune è che i disabili possano stare solo in famiglia, invece possono avere anche la loro vita”.In effetti è radicato il pensiero collettivo che con malattie gravi si possa vivere solo in famiglia, mentre si possono pensare anche altre soluzioni. Ovviamente sono necessari contributi da parte delle istituzioni per essere assistiti. È importante che le persone disabili facciano rete perché, come dice Iacopo, conoscere altre realtà può aiutare a risolvere problemi. Magari un problema che a me sembra insuperabile, è già stato superato da qualcun altro. Iacopo ha un modo di vivere la disabilità che credo bisognerebbe imitare: “Per me la disabilità non esiste; ci sono cose che non posso fare a causa della malattia, ma con gli strumenti giusti la disabilità verrebbe abbattuta”. La disabilità è prodotta, costruita da alcuni ostacoli, per esempio: non poter entrare in un negozio perché manca una rampa, non poter andare in teatri non accessibili… E’ poi importantissimo dare la possibilità ai disabili di scegliere fra diversi opzioni, come avviene per tutti. “Avendo questa malattia dalla nascita, non c’è mai stato nulla da elaborare, nulla da capire, niente da accettare. Per me era naturale non poter fare delle cose, ma sceglievo tra le cose che potevo fare. Grazie anche al sostegno della famiglia che non mi ha fatto vivere nella compassione e nel pietismo”.

Essere disabili non vuol dire aver finito di vivere. Certo tutto è più difficile, ma non impossibile. Mi è capitato di parlare con persone che sono diventate disabili improvvisamente; inizialmente pensavano che la loro vita fosse finita, invece era l’inizio di una nuova vita. Perché, comunque, ci sono tante esperienze che si possono vivere e obiettivi da realizzare, anche con disabilità. Io sono convinto che se si aprisse un dialogo più ampio con le persone disabili, sia da parte delle persone, sia da parte dalle istituzioni, qualcosa potrebbe cambiare. Urge una politica più vicina alle persone, cosa che, secondo Iacopo e anche secondo me, si è un po’ persa ed è importante ritrovare. Anche perché “per comprendere meglio la diversità bisognerebbe iniziare ad alzare lo sguardo dalla propria punta delle scarpe, mettendosi di più nei panni degli altri”.

Molto spesso si fa l’errore di dare giudizi senza conoscere realmente la disabilità. Per autodefinirsi Iacopo ha scelto due parole: empatia e autodeterminazione. L’empatia perché ritiene molto importante il rapporto umano con le persone. “L’autodeterminazione si sviluppa nel momento in cui io vivo senza dare fastidio agli altri e potendo scegliere come meglio vivere la mia vita”. Infine per il futuro cercherà di realizzare il suo programma elettorale. “Con patologie di questo tipo è difficile fare programmi a lungo termine, infatti cerco di lavorare ad un progetto alla volta. Insomma cerco di vivere più alla giornata”. Ogni tanto mi fa molto piacere poter raccontare anche storie positive, come quella di Iacopo, che incoraggiano a vivere la vita serenamente e pienamente, nonostante le difficoltà.

Mattia Abbate, l’autore di questa rubrica, è affetto da distrofia muscolare di Duchenne. “Questo spazio dice – è nato per aiutare chi convive con difficoltà di vario genere ad affrontarle e offre alle persone sane un punto di vista diverso sulla realtà che le circonda”. Segnalate un problema, raccontate una storia di disabilità all’indirizzo e-mail [email protected]

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/11/05/news/la_politica_che_non_dimentica_i_disabili_il_progetto_di_jacopo_melio_cosi_possiamo_eliminare_le_barriere_-273235771/?rss