La vita casalinga di Nina Zilli: “Datevi all’arte e riscoprite il suono dei vinili”

Non serviva un’epidemia per far parlare Nina Zilli di sere in casa: “Noi cantanti per lavoro iniziamo a lavorare la sera e finiamo tardi, perciò quando non sono in tour è come se fossi sempre in coprifuoco, e io amo godermi la vita rinchiusa tra le mie quattro mura. Certo, preferirei che fosse per altri motivi, non per il virus”. Virus che Maria Chiara Fraschetta, come si chiama davvero, si è pure presa, “ne sono appena uscita, per fortuna senza troppi sintomi, è stato un po’ come un’influenza. Ho avuto ben di peggio, ad esempio la dengue”.
 
Cosa fa la sera quindi? E cosa consiglia?
“Oh, tante cose: ho i miei vinili, mi godo qualche grande film in dvd, vedo cosa propongono Netflix, Amazon Prime e Sky”.
 
Vuole suggerire qualche titolo?
“Più che altro suggerisco un formato: non guardate le serie tv che vanno oltre la seconda stagione. Se durano troppo vuol dire che si allunga il brodo, annacquandolo, e che la sceneggiatura ha qualche pecca.
Insomma, diventano quasi soap opera e smettono di interessarmi”.
 
Qualche titolo in particolare?
“Adesso sembrerà che mi contraddica perché le dirò serie che durano da più di due stagioni. Ma poi le spiegherò. Fargo, ispirato al film dei fratelli Coen, di cui sta per uscire la quarta stagione. Però con quattro storie diverse, tutte ad altissimo livello cinematografico. Queste serie spesso sono il riempitivo di una serata ma non hanno contenuto effettivo. Qui è diverso”.
 
La seconda serie?
“Questa è un classico, ormai avrà più di 10 anni, ma credo che sia ancora recuperabilissima tra streaming e dvd, ed è Six feet under, scritta da Alan Ball, l’autore di American beauty. Anche qui parliamo di una serie in più stagioni, cinque, ma scritta in un modo talmente straordinario da aver cambiato la televisione”.
 
Allontanandoci dalla tv, che altro consiglia di fare?
“Quello che faccio io, se si può: darsi all’arte. Io sono un caso particolare, in casa ho un piccolo studio con un pianoforte, ma chi può farlo suoni, oppure si diverta con colori e pennelli. O ancora, consiglio di approfondire cose che fino a oggi non si erano considerate tanto, o non quanto dovuto”.
 
Si spieghi meglio.
“Penso alla musica. Approfittiamone per fare un viaggio a ritroso nel tempo, alla radice dei suoni e dei generi. Poter riscoprire il passato è forse la sola parte bella di tutto quello che ci sta capitando. Di tempo non ne abbiamo mai, stavolta ci sommerge quasi. Usiamolo”.
 
Consigli musicali?
“Io ho una forte anima blues, per cui suggerisco ad esempio i Funkadelic, band quasi dimenticata. Se si parla di funk tutti pensano a James Brown o agli Earth Wind and Fire. Sono stati una delle prime band di crossover, senza loro anche certi suoni metal non sarebbero mai esistiti benché non c’entrassero con il metal bianco dei Metallica. Oppure i californiani The Sublime, che solo la morte del cantante nel 1994 ha impedito diventassero celebri come meritavano. Ma negli Usa sono una leggenda, senza loro la musica californiana di quel decennio, penso a NOFX e Offspring non esisterebbero. Però parlando di musica ho una raccomandazione”.
 
Prego.
“Se potete, ascoltatela in vinile. Io ho l’hi-fi anni Settanta dei miei genitori, il suono è caldo e croccante, e la musica va toccata. Non solo: su YouTube non c’è tutto quel che si può pensare. L’altra sera riordinavo dei vecchi 45 giri di Rita Pavone, certi brani online non si trovano. Dopodiché certo, l’altra sera su YouTube ho visto Ready steady go, vecchia trasmissione musicale inglese, dedicata tutta a Otis Redding. Roba introvabile. Ecco, se la pandemia fosse capitata in tempi meno tecnologici di adesso sarebbe stata una tragedia”.
 
Letture?
“Sulla fiducia Disturbo della pubblica quiete, di Luca Bizzarri, mi è appena arrivato. E poi consiglio biografie: riflettere sulla vita è particolarmente utile adesso”.
 
Consigli di cucina? Lei ha fama di ottima cuoca.
“Modestamente. Specialità lasagne come le faceva mia nonna. Ma anche piatti fusion, mescolando generi diversi, penso al branzino con mango e avocado. Peccato solo che sia diventata allergica al cardamomo”.
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