Fondi Lega, per i pm l’operazione del capannone di Cormano era preparata da tempo

Già nel novembre 2016 Alberto Di Rubba, ex presidente della Lombardia Film Commission e direttore amministrativo della Lega al Senato, e l’imprenditore Francesco Barachetti effettuarono un sopralluogo nel capannone di Cormano (Milano) e sempre nel novembre 2016, più di un anno prima del preliminare di vendita dell’immobile tra Andromeda e Lombardia Film Commission, sarebbe stata fatta una proposta di vendita a Lfc. I dettagli emergono da documenti acquisiti nell’inchiesta milanese sul caso della Lombardia film commission. E da un’annotazione della Gdf depositata al Riesame.

Lo scorso 21 ottobre, infatti, il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano ha sequestrato, su disposizione del gip Giulio Fanales e su richiesta del procuratore aggiunto Eugenio Fusco e del pm Stefano Civardi, due villette sul lago di Garda a Alberto di Di Rubba e all’altro revisore contabile della Lega, Andrea Manzoni, entrambi anche finiti ai domiciliari già mesi fa. Villette comprate, secondo l’accusa, come «reinvestimento» del profitto del peculato, ovvero di parte degli 800 mila euro incassati con la compravendita gonfiata del capannone di Cormano alla Film Commission.

Di Rubba e Manzoni, assistiti dal legale Pier Maria Corso, hanno fatto ricorso al Riesame sul sequestro e l’udienza è stata discussa giovedì (decisione attesa nei prossimi giorni). La Procura al Riesame ha depositato un’annotazione della Gdf dalla quale emergono, per gli inquirenti, due elementi chiave che dimostrerebbero che l’operazione sul capannone venne preparata dai commercialisti vicini al Carroccio, ma anche dall’imprenditore vicino alla Lega Francesco Barachetti (indagato anche lui per peculato), quasi 13 mesi prima della vendita effettiva.

Da alcuni documenti sequestrati proprio a Barachetti, come emerge dall’annotazione, sono state trovate delle piantine, dei disegni col progetto sul capannone e pure un rendering e in uno dei disegni compare anche la data del sopralluogo al capannone (11 novembre 2016) effettuato da Di Rubba e dall’imprenditore. Su alcuni backup di documenti informatici di Michele Scillieri, altro commercialista arrestato (backup che aveva a disposizione un altro personaggio emerso nelle indagini, Davide Colomba), gli investigatori hanno trovato, poi, una proposta di vendita di quell’immobile dalla società Paloschi che lo deteneva ad LFC, e anche questa del novembre 2016. La vendita del capannone alla Film Commission, attraverso la società Andromeda, riferibile a Scillieri, venne realizzata con un preliminare di vendita solo nel dicembre 2017. Oltre un anno dopo.

5 novembre 2020 | 14:13

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