Milano, festa proibita per Halloween nel loft con piscina da 2.500 euro: 20 denunciati

Mentre i carabinieri accompagnavano verso l’uscita i ragazzi, uno degli organizzatori è tornato indietro per recuperare una bottiglia di vodka Belvedere da quasi trecento euro. Unica sopravvissuta all’incredibile festa clandestina di Halloween organizzata da tre giovani in un lussuoso appartamento al civico 18 di via Niccolini, nel cuore di Chinatown. Una casa da 315 metri quadrati tra piano terra e seminterrato con arredamento di design, una piscina coperta con vasca idromassaggio, un bar attrezzato e, addirittura, una piccola sala cinema. Il tutto preso in affitto per la modica cifra di 2.500 euro.

Ma i tre «promotori» avevano assicurato alla proprietà che si sarebbe trattato soltanto di una tranquilla serata tra al massimo sei persone: loro e le relative fidanzate. I programmi però erano ben altri e i condomini del palazzo se ne sono subito accorti tanto che le chiamate al 112 sono iniziate già alle 22.30. Prima per musica ad alto volume, poi per il continuo viavai di ragazzi. Alla fine, intorno all’una di domenica notte, i carabinieri del Radiomobile sono riusciti a ricostruire con certezza da dove provenisse tutto quel rumore e, una volta organizzati in forze, hanno deciso di presentarsi alla porta.

Dentro una ventina di giovani, tra cui i tre organizzatori, tutti tra i 19 e i 21 anni, italiano o stranieri di seconda generazione ma nati in Italia. Molti di più quasi certamente sarebbero riusciti a svignarsela quando i vicini di casa dai balconi hanno urlato che avrebbero chiamato i carabinieri. A giudicare dallo spettacolo che si sono trovati davanti i militari, però, la festa era comunque stata piuttosto «movimentata»: un tappeto di bottiglie di alcolici di tutti i tipi, compresi vini molto costosi, qualche mobile danneggiato e diversi letti dell’appartamento sfatti.

Tutti e venti i partecipanti sono stati denunciati dai carabinieri per la violazione delle norme anti coronavirus. I Dpcm del governo, infatti, vietano assembramenti e feste, inoltre gli investigatori hanno documentato l’assoluta mancanza di precauzioni come mascherine o distanze di sicurezza. I tre organizzatori non avevano neppure idea di chi fossero esattamente gli ospiti. Sembra che tutto sia partito da un passaparola tra amici ma che si sia ben presto trasformato in un invito collettivo diffuso dai vari partecipanti via chat e via social. Per questo il sospetto degli inquirenti è che ci fossero molte più persone di quelle trovate, forse anche un centinaio a giudicare dalla quantità di alcolici già consumati e dal numero di bicchieri abbandonati in giro per la casa.

I giovani ora saranno segnalati in Procura per l’articolo 650 del codice penale: inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Ma nel frattempo sono stati anche multati per l’assenza di mascherinee per essersi trovati al di fuori della propria dimora oltre il «coprifuoco» delle 23. La maggior parte di loro aveva bevuto, e parecchio. Tanto che i carabinieri hanno dovuto chiamare un’ambulanza del 118 per assistere una ragazza di 20 anni che ha rischiato il coma etilico.

I partecipanti erano un misto di origini ed etnie ma tutti giovanissimi. In particolare c’erano cinesi di seconda generazione (tutti parlavano perfettamente l’italiano), ragazzi magrebini e sudamericani. Oltre ovviamente agli italiani. Nessuno di loro risulta censito nelle «anagrafi» dei contagiati Covid o di coloro che si trovano in quarantena sanitaria. I carabinieri hanno ricostruito che l’appartamento era stato affittato in particolare da tre di loro. Nei giorni scorsi, infatti, avevano contattato un’agenzia che gestiva la locazione dell’immobile per conto della proprietà. Avevano concordato un affitto di 2.500 euro all inclusive per l’intera nottata.

I militari, intorno alle 3 di notte, sono riusciti a risalire a un emissario dei titolari al quale sono state riconsegnate le chiavi dell’immobile una volta «sgomberata» la festa. L’appartamento si trova nel cortile interno di una palazzina di tre piani chedall’esterno appare assolutamente anonima. Dentro invece uno spazio lussuoso con piscina, bar, sala cinema, doppio camino, vetrate e camere da letto. Non è ancora chiaro come si sia diffusa la notizia della festa e se davvero sia stato soltanto un passaparola tra amici via chat. Il sospetto degli inquirenti è che i giovani abbiano pagato una sorta di biglietto d’accesso. Quantomeno per garantire agli organizzatori un «rientro» dalle ingenti spese. Anche se si tratterebbe di ragazzi provenienti da famiglie milanesi piuttosto benestanti.

2 novembre 2020 | 07:12

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