Porta Venezia, sequestra la titolare e la violenta di notte nel ristorante

Si era presentato alle 11 e mezzo di sera nel ristorante per cenare. Ma ma da quel locale non se n’era più andato. Tanto che quando la titolare, una donna eritrea di 45 anni, lo ha invitato ad uscire — erano le 4.30 di notte — lui ha iniziato a molestarla. Una storia diventata un incubo per la 45enne minacciata con un coltello da cucina e violentata in un magazzino del ristorante. Lo stupratore è stato arrestato dagli agenti del commissariato Città Studi dove la vittima ha presentato la denuncia. Si tratta di un connazionale, anche lui eritreo, senza documenti e senza precedenti in Italia con lo status di rifugiato richiedente asilo. I poliziotti lo hanno rintracciato la sera dopo la violenza, il 14 ottobre, sempre nella zona di Porta Venezia. Il fermo del violentatore è stato convalidato sabato dopo che il pubblico ministero di turno pm Adriano Scudieri ha disposto ulteriori indagini a conferma del racconto della vittima.

Tutto è avvenuto martedì 13 ottobre quando il 34enne si è presentato nel ristorante etnico della donna. Dopo aver cenato e bevuto birra è rimasto fino all’orario di chiusura quando la vittima è rimasta sola. Prima le si è avvicinato cercando un «approccio», poi l’ha minacciata dicendole di non chiamare la polizia. È stato a quel punto che la violenza si è scatenata: ha abbassato la saracinesca del locale, poi ha preso la vittima per un braccio, trascinata nel retro e qui l’ha violentata. La 45enne ha poi raccontato tutto agli agenti del commissariato, guidati da Giovanni Giammarrusti, e ha fornito elementi preziosi per rintracciare lo stupratore.

L’uomo però non faceva parte del gruppo di richiedenti asilo che gravita intorno ai giardini dei Bastioni di Porta Venezia. Un volto sconosciuto anche per i poliziotti che però la sera del giorno dopo sono riusciti a rintracciarlo per strada e a fermarlo. Inizialmente s’è trattato di un controllo ai documenti (che non aveva) e una volta in Questura la polizia ha scoperto che era entrato per la prima volta in Italia nel 2007 in Sicilia, poi nel 2017 era stato fermato in un aeroporto e lì aveva avanzato la richiesta di asilo senza mai però portarla a termine. Forse è stato anche in Svizzera. Nei suoi confronti è scattato il fermo per violenza sessuale e sequestro di persona.

21 ottobre 2020 | 21:38

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