Vaccini anti influenza, la Regione ci riprova: decima gara. E si muovono i privati

Il giorno dopo la mancata aggiudicazione della nona gara indetta da Regione Lombardia per la fornitura dei vaccini antinfluenzali ne è stata indetta un’altra, la decima dal 26 febbraio, data della prima procedura. È durata cinque giorni — aperta il 30 settembre, chiusa alle 12 di lunedì— con le stesse richieste della precedente: 1,5 milioni di dosi al prezzo di 10 euro l’una, per un totale di 15 milioni, ancora con pagamento anticipato. Misura che non è stata sufficiente per portare a casa tutto il milione e mezzo messo a bando: la Regione è in corso di aggiudicazione di 500 mila dosi. Sempre meglio che andare a vuoto di nuovo. Mentre Palazzo Lombardia corre contro il tempo per ottenere le dosi che i cittadini necessitano, i privati si organizzano coprendo le possibili carenze del pubblico e offrendo il vaccino a pagamento.

Il 29 settembre la direzione generale Welfare ha fornito mandato ad Aria, l’azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti, per «procedere con la non aggiudicazione dell’ultima gara centralizzata per inappropriatezza dell’offerta in termini di tempi di disponibilità dei vaccini e parallelamente di procedere con nuova iniziativa ad evidenza pubblica con carattere di urgenza», si legge nel documento di Aria datato 30 settembre relativo alla decima gara. Con le sole quattro procedure finora andate a buon fine (tre non sono state aggiudicate, una è stata sospesa, una è andata deserta), Regione Lombardia ha portato a casa un milione e 868 mila vaccini per adulti e 430 mila per bambini. Il governatore Attilio Fontana ha ripetuto che la Regione darà «una risposta positiva a tutte le categorie che dallo Stato vengono presentate come necessitanti di avere queste vaccinazioni», ma l’esito della decima gara rappresenta un’ulteriore prova di un mercato dove le disponibilità stanno esaurendo.

Non per tutti, però: alcuni operatori privati, novità di quest’anno, stanno offrendo ai cittadini un proprio servizio di vaccinazione a pagamento. L’Istituto Auxologico Italiano sta mettendo in grande evidenza sul proprio sito l’opportunità di prenotare online, per tutte le persone sopra i 18 anni, il vaccino antinfluenzale: a un costo di 50 euro e con somministrazione che partirà dal 15 ottobre nei nove ambulatori di Milano, Meda, Pioltello e Cusano. Nella sezione dedicata, si legge che il servizio è stato momentaneamente sospeso proprio «a seguito delle numerose richieste pervenute» con la garanzia, però, che «nei prossimi giorni verranno aperte nuove disponibilità».

Sul tema il Pd lombardo ieri ha depositato un’interrogazione all’assessore al Welfare Giulio Gallera per sapere se la Regione ritenga opportuno il fatto vista la carenza di dosi nel pubblico anche per i target a rischio, se abbia una lista completa degli operatori privati che offrono il vaccino a pagamento e se i fornitori degli operatori privati abbiano partecipato anche alle gare di Regione Lombardia. «I privati sono legittimati a farlo — spiega il capogruppo dem Fabio Pizzul — e in questo vanno a coprire delle carenze del servizio sanitario pubblico, esigiamo però che la Regione abbia un controllo di quello che succede. E che spieghi perché i privati sono riusciti ad rifornirsi di vaccini per partire con la somministrazione il 15 ottobre, mentre la Regione è ancora in affanno».

Oltre alle dosi, la vera incognita è la data di consegna delle stesse: ieri la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Lombardia ha rassicurato che le dosi arriveranno prima nei centri vaccinali delle Ats, poi ai medici di famiglia, anche se non si sa ancora quando. Secondo Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, «la campagna vaccinale dai medici di base lombardi non inizierà
prima di fine ottobre. Questa settimana sarà decisiva per conoscere i tempi sull’arrivo del vaccino, anche nelle farmacie». Ancora non è chiara, però, quale sarà la risposta reale dei cittadini: secondo un’indagine Doxa-Università Statale il 59% dei milanesi e il 62,5% dei lombardi ha risposto, coerentemente con la media italiana, che non intende vaccinarsi.

Martedì a Palazzo Pirelli sarà discussa una mozione di +Europa-Radicali che chiede alla Regione di provvedere alle vaccinazioni degli operatori sanitari di strutture private accreditate. Il tema non si era mai posto prima di quest’anno: il 17 agosto la giunta, ricorda il primo firmatario della mozione Michele Usuelli, «con una circolare ha dato disposizione alle strutture sanitarie accreditate di provvedere autonomamente all’approvvigionamento del vaccino antinfluenzale per i propri operatori, contravvenendo alla prassi che ha sempre previsto che fosse la Regione stessa a fornire le vaccinazioni alle strutture». Strutture che in Lombardia oggi erogano circa il 40% delle prestazioni sanitarie: «Non vaccinare un numero così alto di operatori — conclude Usuelli — rischia di mettere in pericolo migliaia di cittadini».

6 ottobre 2020 | 07:31

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