Scuola, al Conti lezioni in aula e sul web. Gli studenti: abbiamo una vita

Primo sciopero degli studenti contro la didattica a distanza. Ieri mattina, decine di studenti dell’istituto «Ettore Conti» si sono radunati in via De Vincenti, davanti alla sede del Liceo scientifico, sportivo e Itis. I rappresentanti degli studenti in Consiglio di istituto presenti alla manifestazione hanno chiesto udienza alla preside, Maria Cristina Albonico, che si è fermata qualche istante a parlare con loro all’ingresso dell’edificio, senza tuttavia riceverli. Il confronto riprenderà in altre sedi.

I ragazzi denunciano e contestano il piano didattico che oggi sarà all’ordine del giorno del collegio docenti. Questo prevede tre ore di lezione la mattina, in classe, con ingressi tra le 8 e le 10 e altre nel pomeriggio, a distanza, ma, secondo i ragazzi «soluzioni che prevedono rotazione di studenti nell’ambito della stessa classe o lezioni pomeridiane non sono né efficienti né efficaci». «Alcuni nostri compagni rischierebbero di essere ancora sui mezzi al momento in cui dovrebbero ricollegarsi», raccontano alcune studentesse. «Tra noi c’è chi a quell’ora fa attività sportive e chi perfino lavora. Le lezioni pomeridiane ce lo impedirebbero».

Ma la protesta si allarga anche agli spazi di studio. Anche l’istituto Conti ha dovuto allestire ad aula ogni centimetro disponibile. «Tra noi c’è un ragazzo disabile, l’ascensore è rotto da mesi e quindi ci hanno spostato in una stanza dove fa parecchio freddo, dovendo tenere le finestre aperte — dice uno studente di terza —. Inoltre, nell’aula ci sono banchi con un grosso divisorio in legno che impedisce la visuale e c’è una piccola lavagna che non basta nemmeno a scrivere un’equazione. La prof non ha la cattedra e si appoggia sul banco di un compagno». Alcune ragazze di quinta si sono trovate invece in un’aula multimediale. «C’è una platea e quindi non un abbiamo banco su cui scrivere».

Ieri, alla manifestazione, ad ascoltare i ragazzi, c’era anche un’insegnante. «È positivo che i ragazzi si mobilitino per la loro formazione, li ho invitati a far avere le loro proposte in direzione», spiega la docente. Stesso invito dalla preside, Maria Cristina Albonico. «I ragazzi contestano quella che è solo un’ipotesi di organizzazione e che riguarda questo primo periodo. Il nostro numero di studenti, 1.200 per 49 classi, ci impone di fare ingressi scaglionati, ma già l’anno scorso alcune classi uscivano alcuni giorni alle 15, per il monte orario previsto dal loro corso di studio, che va garantito, che sia in presenza o in dad». Per il resto chiede pazienza: «È stata certamente una partenza in salita, all’inizio l’organico Ata era incompleto, nel frattempo sono arrivati anche le sedie con la ribaltina e altri materiali acquistati. Per quanto riguarda l’orario, pur cercando di andare incontro alle esigenze di tutti, ricordiamoci che l’emergenza sanitaria è stata prorogata fino a ottobre. Eventuali le lezioni pomeridiane avranno ricadute sull’orario di lavoro anche di docenti e personale Ata». Sul fronte delle primarie continuano le operazioni di assegnazione delle cattedre. Buone notizie, intanto, per i genitori: dal 26 ottobre riprenderanno i «giochi serali», servizio di post scuola utilizzato l’anno scorso da 5 mila famiglie. Sabato le iscrizioni.

30 settembre 2020 | 09:20

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