Il Politecnico guarda al futuro: piano strategico con centro tecnologico, aule innovative e corsi sulla parità di genere

Triplicare le aule innovative, aumentare i corsi sulla parità di genere, piantare 500 nuovi alberi, realizzare un centro di Technology Foresight al servizio del Paese. Sono questi alcuni degli obiettivi contenuti nel Piano Strategico 2020-2022 presentato dal Politecnico di Milano. “Prima università tecnica italiana – scrive il rettore, Ferruccio Resta – tra i simboli di Milano, nel definire le linee strategiche del prossimo triennio Politecnico ha tracciato chiaramente la propria missione. Quella di un’università leader in Europa, capace di cogliere le sfide dell’innovazione per affrontare i grandi temi della società di domani”. I mancati interventi sull’ambiente e le conseguenze della pandemia, viene sottolineato nel documento,  portano oggi ad affrontare con urgenza le grandi questioni della sostenibilità e delle scienze della vita. “La tecnologia rappresenta in questo contesto, più che in passato, uno strumento indispensabile per rilanciare e indirizzare uno sviluppo economico geograficamente e socialmente bilanciato”. 
 

Un’università che ha sempre guardato al futuro. È di qualche anno fa per esempio la nascita di ad esempio, è nato Polimi 2040, progetto pensato per sostenere l’ateneo milanese in una logica di lungo periodo attraverso l’analisi dei processi di trasformazione delle università tecniche in Europa e nel mondo e alla luce delle scelte funzionali che queste sono chiamate a prendere. È da qui che si è partiti per tracciare i prossimi passi dell’ateneo, da un’indagine che indica chiaramente “le difficoltà che attraverserà l’Europa nei prossimi anni per mantenere il proprio posizionamento accademico e scientifico”. In questa prospettiva, “solo le più prestigiose università americane mantengono alta la loro reputazione, mentre quelle asiatiche corrono verso una forte crescita a livello mondiale”. Il nostro Paese, secondo l’università milanese, “è debole nel confronto con l’Europa. Si conferma agli ultimi posti nella formazione terziaria e nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics)”. Il finanziamento destinato alla ricerca, anche privato, “è lontano dalla media OCSE. Il numero di laureati è ancora troppo basso”. Ma “nonostante una congiuntura sfavorevole, il Politecnico di Milano riesce a rimanere competitivo, tra le prime venti università al mondo nelle tre aree di studio e di ricerca: architettura, design e ingegneria”. 

 
L’ateneo parla dell’Europa come “l’unica strada possibile: solo favorendo il continuo e proficuo scambio di persone e conoscenze potremo rafforzare i valori condivisi e il senso di appartenenza. Solo così potremo acquisire la dimensione necessaria per affrontare le grandi sfide sociali, che travalicano i confini nazionali”. Auspica in un aggiornamento del ruolo di Milano “come nodo vitale della rete europea. Potrà diventare un polo di attrazione e di sviluppo sociale, tecnologico ed economico a livello globale, se saprà puntare l’attenzione verso i temi della salute, dell’ambiente, della mobilità e della solidarietà in favore dei cittadini fragili”. 
 
social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #repubblicait https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/09/28/news/politecnico_milano_piano_innovazione_2020-2022-268794979/?rss