Cala l’uso del trasporto pubblico: gli universitari scelgono auto e bici

Più spostamenti in auto e moto. E meno sui mezzi pubblici. Il traffico che a Milano è già tornato ai livelli pre Covid è destinato a salire ancora secondo uno studio avviato a luglio sulle scelte di studenti e professori. Se prima della pandemia il 70% si spostava con i mezzi pubblici adesso questa quota può scendere anche di 15 punti e lo spostamento è verso auto e moto( dal 16 al 26%). C’è un aumento della mobilità dolce, non soltanto fra i ragazzi, anche fra professori e impiegati aumenta chi arriva all’università in bici e monopattino ma è sempre la percentuale più piccola, anche se fra gli universitari sale, dal 12 al 16%.

Lo studio è della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, analisi sui comportamenti di 85 mila persone, con questionari online distribuiti in 44 atenei, nove in Lombardia. «Nell’indagine sono stati ipotizzati due scenari, uno con il virus quasi debellato e i contagi ridotti e un altro con il Covid ancora pericoloso e il contagio che è rallentato ma prosegue — spiega Matteo Colleoni, responsabile della mobilità a Bicocca e coordinatore della ricerca —. Il trasporto pubblico tiene, soprattutto nello scenario meno pessimista. Ma occorre contenere lo spostamento verso i veicoli privati, incentivare la mobilità attiva e offrire soluzioni vantaggiose che fidelizzino chi utilizza i mezzi pubblici».

Le università milanesi coinvolte nello studio sono Statale, Bicocca, Cattolica e Politecnico. Ed ecco il bilancio: «Chi prima della pandemia si spostava in modo attivo o con mezzi privati continuerà a farlo, chi utilizzava il trasporto pubblico continuerà nella maggioranza dei casi ma nella previsione pessimistica si sposterà più con i veicoli privati (+13%) e con la mobilità attiva (+7)». Il 90% degli intervistati sono studenti e le «intenzioni» negli atenei sono diverse: la scelta del mezzo privato, nello scenario peggiore, arriva al 27 % in Bicocca, al 18 al Politecnico, un punto sotto alla Statale e la Cattolica è intorno al 12. E diverse sono anche le scelte di studenti e professori. «Il passaggio dai mezzi pubblici all’auto o alla moto è più frequente fra docenti e ricercatori e nelle sedi più periferiche come Bicocca o Brescia, Insubria e Liuc», spiegano gli autori. Puntano sulla mobilità dolce ingegneri e architetti, al Politecnico bici e monopattini sarebbero i mezzi utilizzati dal 25% nel secondo scenario (prima del Covid dal 18%). Mentre alla Cattolica la «mobilità attiva» salirebbe dall’11 al 19, alla Statale dal 9 al 14 e Bicocca passerebbe dal 5 al 9 per cento.

Altre note degli autori: «Una quota prossima a due casi su dieci sarebbe disponibile a trasferirsi più vicino all’università per evitare l’uso del trasporto pubblico». A Milano gli studenti che considerano l’avvicinamento sono il 16% a Bicocca, arrivano al 18% in Statale e Cattolica e al 19% al Politecnico. «E almeno la metà degli intervistati sarebbe disposto a studiare e lavorare in orari diversi, anche nella fascia serale e il sabato», aggiunge Colleoni. Ed è la direzione presa nelle università, che dopo il lockdown hanno scelto un rientro «flessibile e graduale», con orario prolungato, corsi in aula e lezioni anche a distanza. E nel questionario distribuito a luglio il 68% ha dichiarato (nello scenario ottimistico): «Andrò in università più o meno quanto prima».

25 settembre 2020 | 08:26

© RIPRODUZIONE RISERVATA

social experiment by Livio Acerbo #greengroundit #corriereit https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/20_settembre_25/cala-l-uso-trasporto-pubblico-universitari-scelgono-auto-bici-4ea0ae1c-fef6-11ea-bab8-81c46a04ebd3.shtml