Scuola, calano gli studenti stranieri in Lombardia: “In fuga per colpa del coronavirus”

Cala drasticamente la quota di studenti stranieri presenti nelle scuole milanesi, da un anno all’altro se ne perdono quasi 9 mila, per un meno 11 per cento. Si passa infatti dagli 82.051 dell’anno scorso agli attuali 73.097, con una decisa inversione di tendenza, dal momento che negli ultimi cinque anni gli studenti stranieri erano stati in costante aumento. “La spiegazione può essere trovata solo nel sopraggiungere di un evento inaspettato e traumatico, come il coronavirus – spiega Alessandro Rosina, docente di Demografia alla Cattolica – . Non ci sono altri elementi che potrebbero aver determinato uno sconvolgimento simile, se non il peso del lockdown per una componente della popolazione più fragile, come le famiglie straniere”. E il dato, essendo aggiornato al termine dello scorso anno scolastico, e non a oggi con tutta probabilità non esprime la complessità della situazione. Gli studenti stranieri calano nell’intera regione, dove si passa da 197.388 a 191.474 (per un meno 3 per cento), ma è Milano a determinare la diminuzione, “poiché nel capoluogo – spiega Rosina – oltre ad esserci un costo della vita maggiore è presente anche la quota più rilevante di famiglie fragili, che abitano le periferie delle grandi città. Il dato, quindi, deve essere un segnale per agire in prospettiva e intervenire a sostegno di questi ragazzi, già esposti a un forte rischio di dispersione scolastica che la didattica a distanza potrebbe far aumentare”.

Tornando ai dati, anche per il 2020/2021 resta invece invariata la tendenza a crescere della componente disabile della popolazione scolastica, che in Lombardia aumenta di 1.716 unità, toccando quota 45.337. Dato, questo, che influisce anche sulla formazione delle classi, che nonostante la diminuzione degli iscritti (9.935 in meno dello scorso anno, per un meno 0,84 per cento), sono due in più (54.740 in totale) dell’anno scorso. Nonché sull’aumento dei posti in deroga previsti per gli insegnanti di sostegno, che sono 11.352 e fanno salire il totale a 25.002. La diminuzione del numero degli studenti si inserisce in un trend ormai consolidato e determinato dal calo degli iscritti alla scuola dell’infanzia e alla primaria, che rende vano l’aumento registrato quest’anno tra gli studenti delle superiori, da attribuire al boom di ingressi in prima elementare registrato nell’anno scolastico 2012/ 2013. Sul fronte dei dirigenti scolastici, invece, aumentano, rispetto a dodici mesi fa, le reggenze, che passano da 45 a 82, anche a causa dei pensionamenti “imprevisti” determinati da Quota 100.

È scongiurato invece il rischio di una riduzione del tempo pieno, a cui nei mesi scorsi si era pensato per rispondere alla necessità di adeguare le scuole alle norme anti-Covid. A Milano resta a scuola di pomeriggio il 93,3 per cento delle classi delle elementari (lo 0,1 per cento in più) e i numeri sono sostanzialmente stabili anche nel resto delle province: Monza e Brianza e Lodi superano l’80 per cento, mentre nelle altre non si raggiunge il 40 per cento. Sul fronte docenti i numeri di quest’anno scolastico parlano di 121.232 posti totali, dall’infanzia alle scuole superiori, con la particolarità delle immissioni in ruolo da concorso che alle medie e alle superiori si riducono a poche centinaia, dal momento che le graduatorie (in attesa dei nuovi concorsi) sono praticamente vuote.
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