Topi in piazza San Babila, ruspe per eliminare le aiuole e scacciare i ratti

La battuta di caccia ha impegnato le squadre tutta la notte. E ha «stravolto» San Babila. Il safari alla ricerca dei topi che hanno «macchiato» l’immagine del centro di Milano, attirando sull’amministrazione le proteste di residenti, frequentatori e avversari politici, ha lasciato il segno. Via le tre aiuole che affiancano la fontana. Per ora saranno sostituite da semplice prato. Una soluzione temporanea. Più avanti saranno ripristinate. Cambierà però la pianta. Le radici del bosso, usato finora per decorare l’area, pare siano una calamita per i ratti. Saranno scelte quindi altre soluzioni, meno appetibili ai topi.

Ma il vero fattore scatenante dell’incidente d’immagine sarebbe un altro: il caos portato sottoterra dai vicini lavori per la realizzazione della nuova stazione della futura M4. Gli scavi hanno stanato i roditori, spingendoli ad affacciarsi in superficie. Non a caso l’ordine dell’assessorato al Verde è stato di aumentare le attività di disinfestazione un po’ ovunque, ma soprattutto lungo l’intero tracciato dei cantieri della nuova linea blu.

L’operazione dell’altra notte è stata condotta in grande stile. Ed è stato necessaria la chiusura anticipata (di un’ora, alle 23) della stazione della metropolitana rossa per bloccare ogni via di fuga. La caccia ha impegnato fino alle 6 del mattino un team fatto di disinfestatori, personale del Comune, di Amsa e di Atm per stanare e intrappolare gli animali. Per evitare un nuovo proliferare di topi in zona, sono aumentate le trappole posizionate nell’area verde.

Il periodo estivo e il ritorno dalle vacanze segna da sempre lo «scontro» con gli abitanti del sottosuolo, che sfruttano la quiete agostana per conquistarsi spazio nel mondo di sopra. Non è un caso — segnalano da Palazzo Marino — che gli incontri ravvicinati si registrino sempre tra agosto e settembre. È stato per l’infestazione di un anno fa ai giardini Montanelli in via Palestro, e quest’anno, oltre agli avvistamenti in piazza San Babila, c’è stato il caso della scuola materna di via Verga, costretta a rimandare la riapertura per la presenza di topi nelle classi, dovuta anche a errori nelle operazioni di derattizzazione.

Negli ultimi tempi a Milano c’è poi un nuovo abitante sgradito che finora non s’era mai inoltrato fin dentro la città. La moltiplicazione delle nutrie è una piaga che infesta da tempo molti parchi e zona di campagna della Lombardia. Ora si è spinta fino a colonizzare il cimitero di Lambrate. Dopo varie segnalazioni, il Comune ha deciso d’intervenire per sradicare la colonia «molto numerosa», come riconoscono i tecnici nel documento con cui si affida il compito a un’azienda specializzata, che «comporta danni alla vegetazione, al terreno, ai manufatti, a piante e fioriture ornamentali poste sia sui monumenti che nelle aiuole — si legge — ma, soprattutto, insudicianti delle sepolture, delle aree e dei vialetti».

La sperimentazione (che costerà circa 20mila euro) prevede il monitoraggio, la cattura attraverso l’uso di «gabbie-trappola», la soppressione, la raccolta dati e il monitoraggio sanitario. Il servizio è in agenda nel periodo tra ottobre e dicembre, con la possibilità di replica per altri tre mesi «qualora riscontrata l’efficacia e la validità della campagna di eradicazione».

16 settembre 2020 | 06:54

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