Frana Valmalenco: amici in festa, due auto. Gli incroci del destino nel dramma di Chiareggio

E se.
Pensateci. Tutta la vita, tutto il tempo che rimane a rigirarsi queste due semplici parole nella testa e nel cuore, a riflettere sulle ipotesi e sulle alternative, a continuare con la perfida immaginazione a girare sulla giostra infinita del destino possibile e di quello impossibile. E se.
Chissà chi aveva fatto i capricci, tra il piccolo Leo di cinque anni e la dolce Alabama, che compiva gli anni proprio mercoledì. Chissà chi avrà fatto una semplice, innocente richiesta su ordine nascosto del destino, e chi avrà detto un sì.
Chissà se invece era naturale che i piccoli stessero insieme, magari all’andata in un’auto e al ritorno in un’altra.

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Le due vetture di amici andavano verso il ristorante in quota proprio per festeggiare il compleanno di quella minuscola principessa, dieci anni sono un numero importante, il primo a due cifre, l’ultimo delle elementari, un futuro immenso e bello e lungo amputato senza pietà da una valanga di fango e sassi, figlia di una pioggia estiva improvvisa e di un dissesto idrogeologico che non conosce fine in questo Paese disperato, a qualsiasi latitudine. Un giorno di festa, comunque, di quelli da ridere e prendersi un po’ in giro, da discutere del disagio di un lockdown forse finito e di un’epoca buia, magari di una malattia scansata e di lacrime evitate, che invece stanno tutte dietro l’angolo pronte a mescolarsi alla pioggia e al fango, alle urla di un padre e di una madre che scaveranno di lì a poco, dopo la curva, a mani nude nella tragedia, alla ricerca del sorriso che non avranno mai più. E se.

Chissà se uno di quei genitori avrà titubato, di fronte ai capricci del bambino che il destino ha voluto lasciare orfano e che voleva la sua amichetta principessa in macchina per il tragitto, così giochiamo, dai Alabama, vieni con noi. Chissà se uno avrà detto dai, invece venite con noi tutti e due, e l’invito gli avrebbe salvato la vita; o se avranno detto va bene, tanto noi vi seguiamo, nessuno corre e nessuno si farà male, e invece quelle due auto una dietro l’altra vengono travolte da mezza montagna, e i genitori di Alabama vedono quella con dentro la loro bambina portata via, per cento metri fino al torrente, in un soffio. E se. C’era il sole, quando sono partiti. Un bel sole senza minacce se non un po’ di sudore, e forse il pianto del bambino che voleva l’amichetta con sé. E magari la bambina avrà sorriso, e dai mamma, lasciami andare, che male c’è a fare contento Leo. Ci vediamo all’arrivo.

E se. Per tutti gli anni che rimarranno, quando Leo si sveglierà solo e crescerà, e avrà un destino riemerso dall’acqua e dalle pietre e dal fango, un destino senza mamma e papà. Per tutti gli anni che rimarranno ai genitori di Alabama, che ha avuto dieci anni per riempirgli la vita e un secondo per lasciargliela deserta. Un tempo immenso davanti, il ricordo di una richiesta, dai mamma, è solo per un po’, il tempo di arrivare a Chiareggio. Tanto sono lì davanti, mi volto, e ci vediamo. Per tutti gli anni che rimarranno, a guardare davanti e a farsi sempre la stessa domanda.
E se.

14 agosto 2020 (modifica il 14 agosto 2020 | 07:08)

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