Milano, dalla filosofia alla medicina hi-tech: le alleanze tra università

Le lezioni con i professori di Scienze politiche della Statale e con quelli di Filosofia dell’università Vita-Salute San Raffaele. E un programma formulato dai dipartimenti dei due atenei, da filosofia e economia politica, «per capire e governare la complessità del mondo contemporaneo». Le università milanesi presentano un nuovo corso di laurea magistrale interdisciplinare, «Politcs, Philosophy and Public Affairs». E rilanciano i gemellaggi.

La proposta è di Statale e San Raffale e si aggiunge ad altri accordi fra atenei presentati negli ultimi mesi. Meno di un anno fa l’annuncio del primo programma, di Politecnico e Bocconi. Poi gli altri, con Statale, Humanitas, San Raffaele.
Alleanze fra atenei statali e non statali. Fra dipartimenti e aree diverse. Scienze sociali con filosofia, medicina o biologia con ingegneria. In tutti i programmi lezioni in inglese. E titolo congiunto rilasciato dalle due università. «Il futuro è interdisciplinarietà, fusione e moltiplicazione dei saperi e a Milano gli atenei hanno puntato sulla collaborazione – dice il rettore della Statale e professore di Estetica, Elio Franzini -. Scambiare esperienze scientifiche, formative e didattiche è un vantaggio per tutto il sistema universitario milanese e lombardo. Abbiamo già accordi con San Raffaele e Politecnico e si andrà ancora avanti su questo modello».
Da settembre il via al primo corso gemellato, programma per preparare esperti di cyber risk, intesa siglata dai rettori Ferruccio Resta e Gianmario Verona: «Il Politecnico cura la formazione su information technology e ingegneria, Bocconi sulle scienze sociali, da economia a management e finanza, e sul diritto. Il primo anno lezioni per un semestre in un ateneo e per il successivo nell’altro. Il secondo anno corsi nelle due università, seminari e tirocini».

Altri accordi sono stati raggiunti nelle ultime settimane. Humanitas University con Politecnico ha aperto Medtec School, nuovo corso di laurea internazionale in Medicina. «Integra le competenze mediche con quelle ingegneristiche. È un programma unico al mondo per durata, sei anni, e caratteristiche – spiegano nei due atenei -. Formeremo i medici del futuro, saranno in grado di gestire le tecnologie avanzate che oggi caratterizzano la professione. E i laureati in Medicina potranno richiedere al Politecnico anche il rilascio della laurea triennale in Ingegneria Biomedica e poi proseguire nelle Scuole di Specializzazione come nella ricerca medica e ingegneristica o direttamente nell’industria». Per questo corso, con sede nel campus di Humanitas University, il test d’ingresso sarà il 6 settembre e i posti disponibili sono cinquanta.

Sempre il Politecnico, con la Statale, propone da quest’anno anche il corso di laurea magistrale «Bioinformatics for computational genomics», uno «dei pochi in Europa per la formazione dei nuovi “data scientist” sempre più richiesti», sottolineano i coordinatori. «Lo studio del genoma è tra le più grandi scommesse di tutti i tempi. E serve un approccio interdisciplinare, bisogna unire competenze diverse, quelle del biologo, che traccia la direzione e quelle dell’ingegnere che conosce le tecniche computazionali», ha commentato il rettore Resta. Le lezioni si svolgeranno a Città Studi nei campus dei due atenei (test di ammissione il 16 luglio per i cinquanta posti disponibili).

3 luglio 2019 | 08:16

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